Risparmio gestito, Pioneer Investments allarga il desk londinese

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di Maria Paulucci 2 Febbraio 2012 | 10:30
Il gruppo guidato da Roger Yates è pronto a dare il benvenuto a quattro professionisti…

Aggiungi un posto al desk. Anzi, quattro. Pioneer Investments si prepara ad allargare il tavolo dei professionisti del reddito fisso basati a Londra. La squadra di gestori guidata da Gregorio Saichin sta per accogliere quattro talenti. Le trattative sono nella fase finale e, giocoforza, nulla trapela su nomi e società di provenienza. “Sono operatori di primo livello”, si limita a dire Saichin, intercettato a Milano da BLUERATING in una pausa della due giorni a porte chiuse in cui gli asset manager del gruppo hanno incontrato gli uomini del commerciale.

Il ceo Roger Yates lo aveva detto l’estate scorsa: uno dei focus del nuovo piano strategico rimane l’ampia area emergente. Proprio a questo riguardo, la società sta potenziando il desk dei gestori riuniti a Londra. Saichin è il responsabile del team che gestisce i fondi obbligazionari high yield e gli obbligazionari specializzati nei Paesi emergenti. Ha raggiunto Pioneer Investment Management nel 2000. Sotto la sua guida c’è, per esempio, il fondo di diritto italiano Pioneer Obbligazionario Paesi emergenti a distribuzione, che nel 2006 si è aggiudicato il premio del Sole 24 Ore come migliore fondo della sua categoria. All’epoca, il fondo di diritto italiano presentava una performance cumulata a tre anni del 29,8%, ben sopra il benchmark. Con la crisi finanziaria che si protrae dal 2007 la situazione è un po’ cambiata: la scheda del fondo aggiornata a dicembre segnala una performance a un anno pari a un terzo di quella del benchmark.

L’ufficio di Londra, dove dal 2008 lavora a pieno ritmo il team dedicato all’equity, è diventato più trafficato dall’ultimo trimestre del 2011. “Per ora nel mio gruppo siamo in cinque, me compreso”, spiega Saichlin. Al termine della campagna acquisti, potrebbe arrivare a includere undici o dodici persone. I nuovi talenti si occuperanno, nel complesso, dell’area asiatica e del corporate negli emergenti. Un’attenzione particolare andrà alle banche, al credito e al settore industriale, con un focus su petrolio e gas.

Il team di Saichin gestisce sei fondi di diritto lussemburghese, alcuni dei quali a scadenza predefinita con possibilità di sottoscrizione solo durante una predefinita “finestra”, e il comparto di diritto italiano vincitore del premio che – sempre stando ai dati forniti dalla società e aggiornati a dicembre – ha un patrimonio netto di oltre 164 milioni di euro. Il fondo italiano è nato nell’aprile del 1999 e, a livello di emittenti, è ripartito principalmente tra corporate (58,5%) e governativi (40,1%). Il rating medio dei titoli in portafoglio si aggira attorno alla doppia B. Perché la scelta high yield? “I rating delle agenzie riflettono la performance passata”, spiega Saichin. “La nostra scelta si basa sulle prospettive”. Con uno sguardo alla volatilità, affinché sia sempre inferiore a quella dell’indice.

Durata definita, multiasset, high yield europeo ed emergente, grande attenzione alla propensione al rischio del cliente: ecco i punti delle strategie del gruppo di lavoro. “L’investitore è ben disposto verso gli emergenti”, evidenzia Saichin. Il dubbio, semmai, è come esprimere l’allocazione. Dollaro oppure valuta locale? La divisa americana dà più sicurezza e mette al riparo dalla volatilità tipica delle monete regionali, ma la classe in valuta locale offre un maggiore rendimento.

“Il nostro interesse, in questo momento, va al corporate”, conclude Saichin. “Per le aziende si profila uno scenario positivo, grazie all’aumento dei consumi presso il ceto medio e a un più agevole accesso al mercato dei capitali. Le misure politiche rivolte al contenimento dell’inflazione e allo sviluppo della previdenza complementare con i fondi pensione consentiranno la formazione di un bacino di investitori istituzionali. E questo farà bene. Anche all’equity”.

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