Carmignac Gestion inaugura il 2012 con un aproccio aggressivo

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di Redazione 13 Febbraio 2012 | 15:11
La società francese ha deciso di incrementare il livello di esposizione azionaria nell’ambito della gestione globale alla luce di…

La congiuntura europea rimane particolarmente difficile nel primo trimestre del 2012, con le situazioni greca e spagnola che continuano a confermare l’inadeguatezza della risposta economica e monetaria ai problemi dei paesi sovraindebitati dell’eurozona. Tuttavia il Il ruolo attivo della Bce ha consentito, momentaneamente, di allontanare il rischio sistemico nell’eurozona, mentre negli Usa si è riscontrata una ripresa economica nel quarto trimestre dello scorso anno. Quanto alla Cina, l’allentamento dell’inflazione dovrebbe permettere un graduale allentamento della politica monetaria. In questo scenario i gestori di Carmignac Gestion hanno deciso di iniziare il 2012 con un posizionamento aggressivo.

“La politica monetaria cinese non è più avversa, i politici americani sembrano aver deciso di evitare ogni blocco in vista delle elezioni di novembre e la liquidità in Europa è sensibilmente migliorata con l’implementazione della linea di credito a tre anni”, hanno osservato gli esperti: “questi notevoli sblocchi lasceranno spazio alle valutazioni di mercato di salire ad un livello equilibrato, e ci hanno indotto ad  incrementare il livello di esposizione azionaria nell’ambito della nostra gestione globale.

Riteniamo innanzitutto che la Cina recupererà, almeno in termini relativi, il suo ritardo borsistico grazie all’inversione della politica monetaria già avviata. In secondo luogo, l’ineluttabilità di una Bce finanziatore di ultima istanza accentuerà la flessione dell’euro iniziata la scorsa estate. Questa seconda convinzione ci permette di guardare con fiducia alle prospettive di redditività degli investimenti ampiamente realizzati in valute estere, ancor prima che il cambiamento più manifesto del modus operandi della Bce provochi uno shock positivo di fiducia sui mercati azionari”.

“Il tema del miglioramento del tenore di vita nei paesi emergenti è stato ulteriormente rafforzato, passando dal 34% al 37,3% del patrimonio di Carmignac Investissement. Riteniamo infatti che l’avversione al rischio che ha penalizzato i mercati emergenti nel 2011 abbia creato un’opportunità molto interessante. Abbiamo pertanto più che raddoppiato la posizione in Gome Electrical, società di distribuzione in pieno capovolgimento, in grado di trarre profitto dalla dinamica dei consumi cinesi e dallo sviluppo dell’edilizia popolare, e introdotto il produttore di birra Ambev, leader panamericano nel settore delle birre e delle bibite. La nostra esposizione alla Cina è stata incrementata anche tramite la società statunitense Yum! Brands, che gestisce una catena di ristorazione rapida in notevole sviluppo, nonché ripetuti acquisti su Mead Johnson, leader nel settore dell’alimentazione dei neonati (il 60% del volume d’affari nei paesi emergenti).

“Il peso dei titoli difensivi è stato portato dal 13,3% al 14,2% del portafoglio di Carmignac Investissement, attraverso l’introduzione del distributore low cost Dollar Tree. Abbiamo invece liquidato la posizione in Vertex, la cui terapia contro l’epatite C risente di un’agguerrita concorrenza. Il tema dell’innovazione è stato invece notevolmente ridimensionato, passando dal 10,7% del portafoglio al 7,1%”. Quanto al settore energia, il suo peso “è passato dal 12,2% al 13,9% del patrimonio di Carmignac Investissement, principalmente per effetto del rafforzamento della nostra posizione in Ensco, nonchè della relativa rivalutazione del settore, ben posizionato per trarre vantaggio dall’allentamento monetario in Cina e dal rimbalzo economico in atto negli Stati Uniti. La ponderazione delle miniere aurifere è stata mantenuta al 14,4% del portafoglio. L’introduzione in questo segmento di una posizione in Franco Nevada ha compensato il consolidamento del settore durante lo scorso trimestre. L’attivismo delle Banche Centrali in tutto il mondo ci spinge a mantenere la nostra copertura aurifera, tanto più che le miniere d’oro hanno notevoli ritardi da colmare sul prezzo del metallo”.

“Oltre agli investimenti in miniere aurifere e in titoli difensivi, il mantenimento di una riserva di liquidità del 9% fornisce un contributo alla componente difensiva, che rappresenta il  37,6% del portafoglio di Carmignac Investissement, gli altri due terzi essendo destinati a temi esposti alla crescita economica. Così costituito, il portafoglio dovrebbe trarre vantaggio dal miglioramento rilevato nelle condizioni di investimento azionario. La mancata esposizione all’euro lo copre dal rischio sempre presente di un nuovo aggravamento della situazione in Europa, a cui la Bce risponde ormai con misure che contribuiscono ad indebolire la moneta unica. Queste liquidità potranno essere progressivamente utilizzate se si dovesse confermare la tendenza recente”. I gestori si sono detti inoltre convinti che le posizioni in obbligazioni societarie genereranno valore nel 2012. In quest’ottica, “Manteniamo un’esposizione stabile ai titoli di Stato dei paesi sviluppati, mentre la ponderazione in titoli di Stato dei paesi emergenti sarà selettivamente aumentata e l’aesposizione all’euro rimarrà contenuta“.

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