iShares, per il 2012 i gestori puntano sul Brasile

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Parola di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di iShares, secondo cui…

di Redazione28 febbraio 2012 | 15:15

Ipotizzando che l’Europa riesca a superare l’impasse con una lieve recessione, ci aspettiamo che l’economia globale vivrà una lenta ma positiva crescita”. Parola di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di iShares, secondo cui “la fase toro di mercato che stiamo vivendo potrebbe facilmente andare avanti per il resto del 2012. “Abbiamo una visone di lungo termine positiva sull’azionario globale, che riteniamo più conveniente rispetto alle obbligazioni”, hanno continuato gli esperti.

“Il comparto azionario può ulteriormente apprezzarsi nel 2012, anche se probabilmente la ricerca di rendimenti sarà più difficile rispetto a gennaio e probabilmente sarà accompagnata da una maggiore volatilità. Stante questa situazione, preferiamo assumere un’esposizione azionaria globale attraverso società a elevata capitalizzazione e con elevati dividendi, selezionando mercati sviluppati ed emergenti, e settori con basso beta”. “Continuiamo a mantenere un sovrappeso sull’America Latina, che è la nostra regione preferita all’interno dei mercati emergenti, e in particolare sul Brasile.

Favoriamo anche la Cina,  Taiwan, e, per gli investitori più aggressivi, la Russia”. “Ci aspettiamo inoltre che nei prossimi mesi i mercati rimarranno volatili. L’attuale contesto di crescita, lenta ma positiva, continua a essere di supporto per i settori a basso beta, mentre le più grandi società attive nei settori difensivi (telecom, energy e information technology) sembrano mostrare ancora valutazioni interessanti. Manteniamo una propensione per i settori più difensivi o che presentano una maggior presenza di società a larga capitalizzazione, telecom in particolare”. “Abbiamo tuttavia ancora una visione negativa del settore finanziario in generale. Crediamo che sia destinato a rimanere sotto pressione e che le aspettative di utili siano troppo elevate, alla luce del rischio europeo e dai venti contrari della crescente regolamentazione. Manteniamo una visione neutrale infine sul settore finanziario europeo, in quanto tale comparto ha drammaticamente sottoperformato i mercati sviluppati. Inoltre, continuiamo ad avere una visione più positiva sulle banche americane regionali”.


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