Efama, i fondi europei tengono la testa alta a febbraio

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di Redazione 17 Aprile 2012 | 12:01
A crescere rispetto al primo mese dell’anno è stata la raccolta dei prodotti non armonizzati che, con afflussi più che raddoppiati, ha compensato il lieve calo registrato dai fondi Ucits. Nel dettaglio…

Continua a mantenersi in terreno positivo l’industria europea dei fondi comuni di investimento, che ha concluso il mese di febbraio con afflussi netti complessivi pari – tra fondi armonizzati alla normative Ucits e non – a quota 34,9 miliardi, in crescita dai 31,5 miliardi di gennaio. E’ quanto emerge dalle consuete rilevazioni della European Fund and Asset Management Association (Efama), che rappresenta oltre il 97% degli asset totali in capo ai fondi comuni del Vecchio Continente attraverso 24 associazioni nazionali.

Scendendo più nel dettaglio, i dati mostrano come a crescere rispetto al primo mese dell’anno sia stata la raccolta dei prodotti non armonizzati che, con afflussi più che raddoppiati (da 6,8 a 16,1 miliardi) – grazie soprattutto ai prodotti riservati a investitori istituzionali (da 6,4 a 16,2 miliardi) – ha compensato il lieve calo registrato dai fondi Ucits. Questi ultimi hanno attratto infatti risorse per 18,8 miliardi di euro a febbraio, rispetto ai 24,7 miliardi di gennaio, un risultato attribuibile principalmente al rallentamento della raccolta dei prodotti monetari (scesa da sei a un miliardo), degli obbligazionari (da 13,4 a 8,9 miliardi di euro) e dei bilanciati (da 2,2 a 1,1 miliardi di euro).

In aumento invece gli afflussi dei fondi azionari, saliti da 3,9 a 4,5 miliardi, e dei prodotti catalogati sotto la dicitura “altri Ucits”, da -0,8 a +3,4 miliardi. In crescita di quasi il 2% su mese anche gli asset in gestione all’industria, pari al 29 febbraio a 8.089 miliardi di euro, così suddivisi: 2.268 miliardi, pari al 28% del totale, in capo ai fondi non Ucits (+1,7% su mese) e 5.821 miliardi, pari al 72% del totale, in capo ai fondi Ucits (+1,9% su mese). All’interno di quest’ultima categoria, i prodotti azionari gestivano a fine febbraio il 34% del patrimonio, gli obbligazionari il 27%, i monetari il 18%, i bilanciati il 16% e gli altri Ucits il 5%.

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