M&g: tutte le opportunità nascoste dell’azionario europeo

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di Redazione 23 Aprile 2012 | 14:30
Richard Halle e Daniel White, co-gestori del fondo M&G European Strategic Value, sostengono che questo momento possa offrire spunti interessanti per gli investitori value del Vecchio Continente…

L’azionario europeo – percepito come un’asset class poco allettante – nasconde in realtà opportunità interessanti. Parola di Richard Halle e Daniel White, co-gestori del fondo M&G European Strategic Value, secondo cui molti investitori trascurano il fatto che il contesto attuale, sebbene sfidante, crei eccellenti opportunità per gli investitori value selettivi.

“Adesso è il momento giusto per comprare azioni europee: non solo sono a livelli di prezzo allettanti, ma dalla metà degli anni Ottanta le aziende europee hanno anche decisamente migliorato la propria profittabilità (il return on equity)” ha commentato Richard Halle. “Basti pensare che non è mai stata così grande la differenza tra quello che il mercato sta prezzando e quello che le aziende stanno guadagnando”.

Nell’attuale situazione europea  i  due gestori vedono tre distinti casi di investimento. “Il primo tipo comprende le aziende i cui prezzi azionari sono stati duramente colpiti dalla crisi del debito europea, e stanno scambiando a livelli di prezzo senza precedenti, ad esempio Banca Popolare di Milano, Deutsche Bank e Allianz”.

Una seconda opportunità, continuano gli esperti, “è creata dal fatto che l’Europa è spesso assimilata a un unico blocco omogeneo, mentre in realtà consiste di un piccolo numero di Paesi con un’economia molto più forte. Di conseguenza, i gestori possono sfruttare i prezzi azionari davvero convenienti di aziende che si concentrano sul business domestico, guadagnando la maggior parte dei propri profitti in aree più stabili dell’Europa come Germania o Paesi Scandinavi. Un esempio è Hombach, retailer tedesco nel settore fai-da-te che trae gran parte dei propri proventi dalla Germania”.

Il terzo tipo di investimenti interessanti sono infine “società globali quali BMW, Heineken o BIC, che sono quotate in Europa, ma che sfruttano la forte crescita esterna all’Europa da dove vengono buona parte dei loro profitti. Per questo gli investitori non dovrebbero mettere sullo stesso piano l’economia europea e l’azionario europeo” ha osservato Daniel White.

“Noi ci preoccupiamo di identificare quelle società all’interno del settore che scambiano nel quartile più economico del loro settore e che hanno il potenziale per riportarsi verso livelli di valutazione più ‘normali’ che riflettono la realtà sottostante dell’attività nel tempo”, ha proseguito il gestore.   “Mentre ci aspettiamo che nel breve termine i mercati rimangano volatili, in base a quale tipo di mercato prenderà il sopravvento – bull o bear – la crisi attuale ci offre eccellenti opportunità. Questa potrebbe essere un’opportunità unica per gli investitori value europei” ha concluso Richard Halle.

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