Previdenza complementare, da Febaf sei proposte per il rilancio

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di Redazione 11 Maggio 2012 | 14:39
Presentate alla Giornata nazionale della previdenza a Milano durante una tavola rotonda

Sei le proposte contenute nel position paper della Febaf, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza, presentate alla Giornata nazionale della previdenza a Milano durante una tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti di Abi, Ania, Febaf, oltre che del ministero dell’Economia e del dicastero del Lavoro e della Covip.

Ed ecco le sei proposte. Piena portabilità del contributo datoriale se si trasferisce la posizione da un fondo pensione negoziale a una forma collettiva o individuale, semplificazione della documentazione d’offerta e delle procedure per la raccolta delle adesioni individuali ai fondi pensione aperti, riconoscimento del diritto di riscatto e di trasferimento della posizione nelle forme pensionistiche individuali nel caso di perdita dei requisiti di partecipazione, aggiornamento delle regole sugli investimenti dei fondi pensione e sul contenimento e frazionamento del rischio, rimozione del divieto per i fondi negoziali e aperti di investire in contratti assicurativi di ramo I e V collegati a gestioni separate e misure di razionalizzazione di alcuni aspetti della governance dei fondi.

“A fronte della riforma della previdenza pubblica che ha messo in sicurezza il sistema”, ha dichiarato il segretario generale della Febaf Enrico Granata, “resta insoddisfacente il quadro complessivo in termini di entità dei tassi di adesione ai fondi pensione, incremento dei flussi di disponibilità a essi versati, livello di parificazione competitiva fra le diverse forme pensionistiche alle quali accedere”. Per Granata, le proposte della Febaf “non vogliono fare una rivoluzione nel settore, ma chiedono una manutenzione ordinaria del quadro normativo. Un ‘tagliando’, dopo venti anni dalla nascita dei fondi pensione e più di cinque dall’ultima riforma, da sottoporre a un tavolo tecnico di confronto nelle sedi istituzionali”.

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