Banca March: bacco, tabacco e fondi

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di Gianluca Baldini 14 Giugno 2012 | 12:45
In un contesto sconosciuto ai più, la fondazione Bussolera Branca, ma non per questo meno suggestivo, i vertici di Banca March si sono riuniti per parlare di vino e del loro fondo Vini Catena che investe su tutta la filiera del mondo vitivinicolo.
La Fondazione Bussolera Branca ha ospitato a Mairano di Casteggio i vertici di Banca March per una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i gestori del fondo azionario Vini Catena, primo e unico a livello mondiale specializzato nella filiera vitivinicola, e il comitato di consulenza esterna costituito da alcuni dei maggiori esperti del mondo vitivinicolo a livello internazionale tra i quali Victor De La Cierna, codirettore del quotidiano spagnolo El Mundo e considerato uno dei maggiori esperti mondiali di gastronomia ed enologia e Andres Ardid, direttore generale di Lavinia, società di distribuzione spagnola con clienti in tutta Europa, accolti dal presidente della Fondazione Bussolera Fabio Cei e da Roberto Gerbino, direttore di Le Fracce.


Il parco della fondazione dove si è tenuto l’evento di Banca March

C’erano inoltre Luis Fidalgo, direttore del Gruppo March, i rappresentanti di alcune delle più importanti banche italiane di private banking, family office e produttori vitivinicoli; hanno partecipato all’incontro Stefano Saccardi, general counsel e business development officer di Campari, Paolo Massone, presidente del Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò con il suo direttore Matteo Marenghi, c’era Carlo Alberto Panont, direttore di Riccagioia.


La cantina della fiondazione

A moderare i vari interventi che si sono susseguiti nella mattinata (tutti rigorosamente in inglese), Josè Luis Jimenez, eco di March Gestiòn, la società d’investimento di Banca March, la banca con il maggiore coefficiente di solvibilità a livello europeo e appartenente da quattro generazioni alla stessa famiglia, i March appunto.


L’Advisory board riunito in una delle mille sale della fondazione Bussolera Branca

Ne è uscito uno spaccato completo e di grande interesse, arricchito da punti di vista ed esperienze personali diverse in grado di porre l’attenzione sui vari aspetti di un universo in costante evoluzione, più che mai in questo periodo di crisi globale dei consumi. Un universo nel quale, a dispetto di molti altri, l’Italia gioca ancora un ruolo di primo piano; e i numeri illustrati nell’intervento introduttivo di Josè Luis Jimenez parlano chiaro: nel 2010 il nostro Paese è stato il primo produttore del mondo in termini di litri totali, davanti anche a colossi come la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti.


A sinistra Luis Fidalgo, a destra Victor De la Cierna

Dal 2009 March Gestion ha lanciato – prima nel mondo – un fondo azionario globale UCITS dedicato alla filiera vitivinicola, March Vini Catena. Questo comparto consente agli investitori di investire in titoli quotati in Europa, Stati Uniti e in altri Paesi inclusi i mercati emergenti, emessi da società attive nel settore dei vini e dei liquori, nonché da imprese operanti in tutta la filiera vinicola (società di distribuzione, gestori di cantine, produttori, società agricole). Investe inoltre, in titoli a reddito fisso e depositi bancari al fine di contenere il rischio azionario. È decisamente un fondo innovativo collegato ad una classe d’investimento non tradizionale, che ha lo scopo di creare valore nel lungo termine e proteggere il capitale investito.


Da sinistra Stefano Saccardi (general counsel e business development officer di Campari), Fabio Cei (presidente della Fondazione),  Luis Fidalgo, (direttore del Gruppo March), Jose Luis Jiménez Guajardo-Fajardo (direttore generale March Gestion) e Victor De La Cierna (codirettore del quotidiano spagnolo El Mundo)

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