M&G, arriva l’era glaciale dei tassi di interesse

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di Redazione 3 Agosto 2012 | 08:32
Secondo Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optimal Income, potrebbe essere il momento di tagliare i tassi d’interesse in modo non convenzionale, rendendoli negativi…

QUALCOSA STA CAMBIANDO – Come investitori siamo abituati a vivere all’interno di confini ben definiti. Ma le cose potrebbero cambiare da un momento all’altro. Parola di Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optimal Income, che osserva come oggi molti mercati obbligazionari tra cui Svizzera, Danimarca, Germania, Finlandia e Paesi Bassi vivano nell’era glaciale dei tassi sotto zero. In questi casi, commenta il gestore, “l’esistenza di tassi negativi può essere attribuita all’intenzione di esprimere view valutarie o di ridenominazione, e può quindi essere vista come una conseguenza di fattori esterni e non di una politica monetaria nazionale. Tuttavia, ora è ipotizzabile che la politica monetaria dei G7 possa entrare – cosa in precedenza impensabile – nel mondo dei tassi ufficialmente negativi”.

UN CAMBIAMENTO SIGNIFICATIVO NEI MANUALI DI INVESTIMENTO – “Molte economie del gruppo G7 hanno adottato tassi molto bassi e misure di quantitative easing per molti anni, eppure sembrano ancora essere in una fase di stagnazione con una forte disoccupazione, bassa crescita e poco spazio per misure fiscali. Può essere il tempo di un cambiamento significativo nei manuali di investimento, nel momento in cui le banche centrali sperimentano tassi inferiori a zero”.

I TASSI NEGATIVI SONO UNA VIA POSSIBILE – “In teoria, un tasso d’interesse negativo può sembrare una cosa semplice – depositando 100 sterline in banca, se il tasso è -1% l’anno successivo si avranno indietro 99 sterline. Un investitore razionale avrebbe naturalmente l’alternativa di tenere banalmente i propri soldi sotto il materasso e non subire un tasso negativo, anche se l’incentivo ad agire razionalmente sarebbe comunque frenato dagli oneri amministrativi e dal rischio di tenere contanti in casa. La banca centrale potrebbe limitare questa attività semplicemente non stampando moneta a sufficienza, per cui la maggior parte del denaro dovrebbe essere tenuto in formato elettronico e potrebbe dunque subire un forzato tasso negativo. L’implementazione di tassi inferiori allo zero è così possibile”.

SCORAGGIARE IL RISPARMIO E INCENTIVARE I CONSUMI
– “Dal punto di vista di una banca centrale questa può essere considerata una misura di stimolo, poiché scoraggerebbe il risparmio e incoraggerebbe il consumo tanto quanto un taglio tradizionale dei tassi d’interessi. Come misura estrema si potrebbero creare tassi di prestito eccezionalmente bassi, pari a zero o addirittura negativi. La sfida che le banche centrali e i Governi si trovano ad affrontare sono ancora presenti nonostante misure tradizionali e non convenzionali. Forse sarà presto il momento di utilizzare lo strumento non convenzionale di tagliare i tassi d’interesse in modo non convenzionale rendendoli negativi. Il prossimo passo che le istituzioni dovranno compiere può significare che le economie dovranno muoversi in un clima di interessi inferiori allo zero (politica monetaria BZIRC – Below Zero Interest Rate Climate)”.

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