Efama, luglio riporta il sereno sui fondi Ucits

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di Redazione 14 Settembre 2012 | 10:55
Secondo le ultime rilevazioni della European Fund and Asset Management Association, il mesesi è concluso con una raccolta netta positiva per…

RACCOLTA POSITIVA PER GLI UCITS A LUGLIO – Dopo il crollo verticale di giugno, è tornato il sole sull’industria europea dei fondi di investimento armonizzati alla normativa Ucits. Secondo le ultime rilevazioni della European Fund and Asset Management Association (Efama), il mese di luglio si è concluso con una raccolta netta positiva per 6,3 miliardi di euro, contro il rosso di oltre 33 miliardi del mese prima.

BOOM DI AFFLUSSI PER I BOND – Un miglioramento a cui hanno contribuito in maniera decisa i fondi obbligazionari, con un’accelerazione della raccolta a 23,6 miliardi dai 5,4 miliardi di giugno. In terreno positivo anche i prodotti bilanciati (+3,2 miliardi a luglio contro -3,5 miliardi a giugno), mentre azionari e monetari sono rimasti in rosso, pur limitando le perdite: -2,6 miliardi rispetto ai -9,2 miliardi di giugno per i primi, -18,4 miliardi da -24,1 miliardi per i secondi (i restanti 500 milioni sono affluiti nelle casse dei prodotti non classificati). Protagonisti di una decisa ripresa nel settimo mese del 2012 sono stati anche i fondi non armonizzati alla normativa Ucits che, segnala Efama, hanno raccolto 42 miliardi dagli 11,4 miliardi di giugno. Le risorse complessive confluite nel settore si attestano così a luglio a quota 48,3 miliardi, una cifra che si confronta con le uscite per 22 miliardi registrate a giugno. In crescita infine anche il patrimonio, salito a 6.183 miliardi per i fondi Ucits (da 5.996 miliardi) e a 2.447 miliardi per i non Ucits (da 2.391 miliardi).

LUSSEMBURGO E IRLANDA IN TESTA ALLA CLASSIFICA
– Andando ad analizzare i dati dei fondi Ucits disaggregati per singoli Paesi, il report di Efama evidenzia come il mese di luglio sia stato particolarmente fruttuoso per Lussemburgo e Irlanda, che come al solito la fanno da padroni in termini di raccolta: i due Paesi hanno registrato afflussi pari rispettivamente a 5 miliardi di euro e a 2,6 miliardi di euro. Sotto pressione invece la Spagna, che ha visto uscire risorse per 1,3 miliardi e la Francia, in rosso per 1,2 miliardi, oltre all’Italia che, come già segnalato a suo tempo sulla base delle rlevazioni di Assogestioni (vai qui per la notizia), ha archiviato il mese di luglio con deflussi per oltre un miliardo (a cui si aggiunge il rosso da 239 milioni dei fondi non Ucits). Anche in termini di patrimonio a dominare la classifica è, prevedibilmente, il Lussemburgo, con asset per 1.900 miliardi circa, tallonato dalla Francia con 1.120 miliardi (l’Irlanda chiude il podio con oltre 930 miliardi).

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