Ing Direct: la pensione? Genera molta ansia

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di Maria Paulucci 17 Settembre 2012 | 10:09
Oltre la metà dei lavoratori europei si dichiara preoccupata. Picchi di pessimismo in Spagna e in Italia

PREOCCUPATI PER LA PENSIONE – Quando si parla di pensione, i più pessimisti in Europa sono gli italiani e gli spagnoli. Ossia, quelli che ancora oggi sono i meno propensi a sottoscrivere una pensione integrativa. Lo rivela la ricerca di Ing Direct dedicata a pensioni e risparmio a lungo termine, realizzata su un campione di 12mila risparmiatori distribuiti in 12 Paesi del Vecchio Continente. Se in Europa il 52% dei lavoratori nutre una certa preoccupazione per il proprio futuro previdenziale, in Spagna e in Italia la percentuale di chi è in ansia arriva a toccare punte – rispettivamente – del 73% e del 65%. I meno intimoriti? Gli olandesi, con un 27%. La Germania si aggiudica un 42%: inferiore alla media, fa notare Ing Direct, ma comunque alto.

SOLUZIONE INTEGRATIVA
– I più sereni secondo Ing Direct sono i Paesi in cui è molto diffusa la pensione integrativa: e infatti, i numeri dicono che ben il 67% dei lavoratori olandesi intervistati ricorre alla previdenza complementare, contro una media europea del 42%. Italia e Spagna si piazzano entrambe al 29%. La stessa analisi ci dice che il 44% gli uomini europei sottoscrive una pensione integrativa, mentre solo il 37% delle donne lo fa. L’Italia detiene il primato negativo, con appena il 24% di donne titolari di previdenza complementare. Forse per questo, il 72% delle lavoratrici del nostro Paese è angosciata per la pensione.

LE RECENTI RIFORME
– Peraltro, aggiunge Ing Direct, nei due Paesi del Mediterraneo le riforme varate per far salire l’età pensionabile e ridurre le prestazioni pubbliche hanno accentuato le perplessità dei cittadini, soprattutto dei più giovani. In Italia, in particolare, ci si potrà ritirare cinque anni più tardi – questo, almeno, l’incremento medio atteso dagli intervistati nell’età pensionabile – e con standard di vita che, secondo il 71% dei lavoratori italiani, saranno più bassi di quelli degli attuali pensionati. Tutto ciò imprimerà, si chiedono gli autori della ricerca, una spinta verso forme pensionistiche integrative? Per ora vincono i risparmi a lungo termine, dove gli italiani continuano a detenere il primato in Europa con un tondo 60% e con quattro persone su 10 che accumulano proprio per prepararsi agli anni del riposo.

IL CONVEGNO DI ASSORETI – Che la recente riforma pensionistica abbia suscitato nei cittadini viva preoccupazione lo ha evidenziato anche Assoreti, che per il 13 ottobre ha organizzato a Torino un convegno sulla previdenza complementare. “Riteniamo importante”, ha detto di recente al settimanale soldi&bluerating il segretario generale Marco Tofanelli, “stimolare il ruolo che potrebbero avere le imprese associate nello sviluppo dei prodotti di previdenza complementare da offrire tramite le proprie reti di promotori finanziari”.

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