M&G, la mossa della Fed non indica un’economia più debole

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di Redazione 17 Settembre 2012 | 13:24
Al contrario: secondo Anthony Doyle, esperto di M&G, la valutazione delle condizioni economiche è cambiata poco dalla dichiarazione di agosto e…

LA FED NON SI E’ MOSSA ALLA LUCE DELLA DEBOLEZZA ECONOMICA – “La decisione del Fomc di procedere a un ulteriore alleggerimento quantitativo non si è basata su una maggiore debolezza economica. Al contrario, la valutazione delle condizioni economiche è cambiata poco dalla dichiarazione di agosto e le previsioni della Commissione sono simili a quelle fatte a giugno” Parola di Anthony Doyle, esperto di M&G, che commenta la decisione annunciata nei giorni scorsi dall’oganismo della Federal Reserve. “La Banca centrale vuole generare un’espansione anche più veloce del passato poiché è preoccupata dalle spiacevoli conseguenze economiche e sociali di un prolungato periodo di disoccupazione elevata”.

ACQUISTO CONDIZIONATO PROBABILE ANCHE NEL 2013
– “Il Fomc continuerà a rivedere il proprio programma di acquisto alla luce del contesto economico. Finchè non ci saranno segnali di un miglioramento significativo e sostenibile nel mercato del lavoro, la Banca centrale continuerà ad acquistare asset. Ciò suggerisce che la Banca centrale potrebbe continuare con questo programma di acquisto “condizionato” anche nel 2013 inoltrato”.

CRESCITA USA INSUFFICIENTE A CONTRASTARE LA DISOCCUPAZIONE – “L’economia Usa sta crescendo a un tasso annualizzato del 2%, tasso che è insufficiente per avere conseguenze significative sull’elevato tasso di disoccupazione. Il mercato immobiliare rimane un faro di speranza per l’economia Usa con letture positive su una vasta rosa di indicatori parziali. Uno degli sviluppi più incoraggianti è che i prezzi degli immobili hanno raggiunto i minimi. La ripresa Usa continua a essere vulnerabile ai rischi di ribasso, che venga da avvenimenti avversi in Europa  o dall’incertezza della situazione fiscale interna”.

TASSI DI BREVE TERMINE BASSI FINO A META’ 2014
– “I tassi di breve termine sono destinati a rimanere bassi almeno fino alla metà del 2014. I rendimenti obbligazionari dovrebbero anch’essi rimanere bassi alla luce della nuova posizione della Fed. Considerando una politica fiscale più rigida, non vediamo condizioni per cui i rendimenti possano spostarsi sopra al 2% per un lungo periodo di tempo prima della metà del 2013. Ma comincieremo oggi ad aspettarci un’oscillazione verso l’alto omogenea ma fortemente inclinata dei tassi di lungo termine che rifletta il rischio di una più elevata inflazione e più avanti una maggiore contrazione della politica monetaria. La Fed sta cercando di costruire una curva piatta per sostenere la crescita, ma le curve dovrebbero iniziare a inclinarsi in quanto gli eventi contrari strutturali iniziano ad esaurisi, e si sta mantenendo una politica accomodante anche quando migliora l’economia”.

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