Assoreti parla, Fideuram, Banca Generali, F&F e Ubi rispondono

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di Maria Paulucci 15 Ottobre 2012 | 06:46
Alla presenza del ministro Elsa Fornero, le reti e le associazioni hanno fatto il punto sulla previdenza complementare

TUTTE LE PRIME LINEE – I manager della promozione finanziaria varcano puntuali l’ingresso dell’Unione Industriali di Torino, in via Vincenzo Vela 17: è sabato e ci sono Matteo Colafrancesco di Banca Fideuram, oltre che vice presidente di Assoreti, Piermario Motta di Banca Generali, Armando Escalona di Finanza & Futuro Banca, Maurizio Bufi e Germana Martano, rispettivamente presidente e direttore generale di Anasf, Giovanna Giurgola Trazza e Joe Capobianco, presidente e direttore generale di Apf, e Cesare Colombi di Ubi Banca Private Investment. Soltanto per citarne alcuni. Ovviamente, non mancano i vertici di Assoreti: il presidente Antonio Spallanzani e il segretario generale Marco Tofanelli.

NON SOLO PREVIDENZA – Tutti a Torino, sabato 13 ottobre, al centro congressi dell’Unione Industriale, per parlare di previdenza complementare. A margine, prima che i lavori abbiano inizio e subito dopo la conclusione, qualcuno torna sul tema principe di questo periodo: la riorganizzazione dell’Albo degli agenti e dei mediatori creditizi e l’obbligo, per i promotori finanziari che collocano prodotti e servizi non legati a operazioni di investimento, di iscriversi all’elenco degli agenti in attività finanziaria. Mercoledì 17 ottobre entrerà in vigore il secondo correttivo al decreto legislativo 141/2010. Non è chiaro se e come, dopo quella data, i promotori non in possesso dei requisiti previsti dal testo potranno continuare a operare (vai qui per i dubbi di Abi e Assoreti). Ad ogni modo, sul testo in sé i protagonisti del mercato ribadiscono totale contrarietà e profonda preoccupazione.

IL RUOLO DEI PROMOTORI FINANZIARI – Nel corso del convegno, l’argomento è invece uno soltanto: il contributo delle reti di promotori finanziari allo sviluppo della previdenza complementare in Italia. In apertura, l’intervento del ministro delle Politiche sociali Elsa Fornero. “La pensione, pubblica e privata, dei giovani dipenderà strettamente dal risparmio previdenziale accumulato e le scelte di oggi avranno effetti importanti sul reddito disponibile in età anziana. L’educazione finanziaria e previdenziale accompagnata da comportamenti corretti da parte di tutti gli operatori sono la bussola da consegnare ai cittadini per evitare che si perdano, per quanto riguarda la previdenza, nella nebbia della crisi”, dichiara il ministro ribadendo forte e chiaro: dalla riforma delle pensioni non si torna indietro.

L’APPELLO DI COVIP
– Dal presidente della Covip – la Commissione di vigilanza sui fondi pensione – Antonio Finocchiaro arriva un appello netto, tondo, senza spazi per doppie interpretazioni, rivolto alle banche e alle reti di promozione finanziaria. “La vostra attenzione”, ha detto il presidente, “deve concentrarsi sul presidio del sistema di collocamento con criteri, metodi e comportamenti appropriati. L’unica crescita della previdenza complementare si è registrata dove esistono reti di vendita e quindi dove c’è una remunerazione. Ma le proposte non hanno sempre rispettato gli effettivi profili di convenienza dell’aderente” L’invito, dunque, è “evitare l’associazione dell’adesione a operazioni che abbiano natura esclusivamente commerciale. Ci vuole trasparenza, correttezza, lealtà nei comportamenti. E consapevolezza della responsabilità sociale che si ha”.

LA RISPOSTA DI ASSORETI – Il presidente Spallanzani, che insieme al numero uno del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Andrea Beltratti (vai qui per l’intervista) ha aperto e chiuso il convegno, ha garantito per i promotori finanziari, assicurando che da parte loro c’è già piena consapevolezza. “Al 30 giugno, le reti di promozione finanziaria avevano masse per 241 miliardi di euro. Di questi, 70 erano nell’amministrato, il resto nel gestito. Una quota molto modesta – di poco più di 5,5 miliardi – era nel previdenziale. Li confronteremo, tra un anno, con i dati al 30 giugno 2013”. Il messaggio è: la previdenza complementare è un mercato emergente, lo spazio per crescere esiste. Magari gli italiani non ne sono ancora pienamente consci – come dimostra la ricerca di Gfk Eurisko presentata da Fabrizio Fornezza durante il convegno – ma sotto la pressione di una previdenza obbligatoria che ha cambiato faccia – e da cui non si torna indietro, parola di ministro – è realistico aspettarsi che la domanda aumenterà. E una risposta, a quel punto, andrà data.

I COMMENTI DEI NUMERI UNO – “Un convegno denso”, secondo il commento a caldo del direttore generale dell’Anasf Germana Martano. “Tutti interventi molto centrati”, ha detto a BLUERATING l’amministratore delegato di Banca Fideuram Matteo Colafrancesco. E la sensazione, in generale, è che siamo solo al primo capitolo di una lunga serie.

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