Man, forze contrastanti nel mercato delle commodity

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Avatar di Redazione 26 Ottobre 2012 | 14:27
Parla Michele Pacciana, responsabile di Man per l’Italia, secondo cui…

LA TESI SUGLI INVESTIMENTI IN COMMODITY Man rivede la tesi sugli investimenti in commdity, tradizionalmente fondata sull’assunto per cui la loro redditività sarebbe relativamente decorrelata dalle asset class più tradizionali e rappresenterebbe pertanto una ricca fonte di diversificazione. “Sebbene nel corso del tempo siano emerse correlazioni tra commodity ed equity, ciò può essere ampiamente attribuito a forze macroeconomiche senza precedenti legate alla leva finanziaria”, osserva Michele Pacciana, responsabile di Man per l’Italia. “Ci aspettiamo comunque che le commodity mostrino correlazioni minori rispetto a equity e bond, almeno rispetto ad altri  asset rischiosi, poiché ogni singola asset class tende a rispondere in modo diverso nell’arco delle differenti fasi del ciclo economico”.

PROSPETTIVE INTERESSANTI SUL LUNGO PERIODO – “Sostanzialmente, le commodity devono essere fisicamente prodotte e consumate; continuiamo pertanto a ritenere che forze microeconomiche spingeranno il rendimento delle commodity nel lungo termine.  Infatti la principale motivazione  a favore degli investimenti in commodity sembra essere mutata proprio a causa della natura idiosincratica delle commodity stesse. Piuttosto che ricercare esclusivamente la diversificazione per i loro portafogli di investimenti, gli investitori si rivolgono sempre più alle commodity perché percepiscono  forti motivazioni  per agire in tal senso”.

AUMENTO DEMOGRAFICO E URBANIZZAZIONE – Probabilmente si è raggiunto un punto di flesso tale per cui i fattori che per diversi anni hanno portato alla caduta dei prezzi delle commodity reali – in particolare l’innovazione tecnologica – non sono riusciti a tenere il passo con una domanda  in costante aumento.   I principali elementi trainanti degli investimenti in commodity includono oggi:  l’aumento demografico;  i cambiamenti nell’equilibrio globale dei consumi e del benessere; l’urbanizzazione dei Paesi in via di sviluppo.

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