Neuberger Berman: obbligazioni ancora positive nel 2013

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Biagio Campo di Biagio Campo 13 Dicembre 2012 | 07:30
La società si aspetta un altro anno di rendimenti positivi per i corporate USA. View negativa per i governativi USA, cautela su Giappone ed euro.

MERCATI OBBLIGAZIONARI A UN PUNTO DI SVOLTA – “Il nostro team obbligazionario ritiene che entrando nel 2013, i mercati obbligazionari globali siano a un punto di svolta senza precedenti. Dopo un esteso periodo di politica monetaria accomodante, i tassi d’interesse sono ai minimi storici, lasciando gli investitori alla ricerca di nuove opportunità”, queste le parole di Marco Avanzo Barbieri, executive director per il mercato italiano di Neuberger Berman, società statunitense indipendente di asset management, fondata nel 1939, con circa 202 miliardi di dollari in gestione.

 
UN NUOVO PARADIGMA – Le società private, oggetto di estrema ansietà dopo la crisi del 2008, sono diventate debitori modello, con un’attenzione scrupolosa alla robustezza dei propri indici patrimoniali ed al controllo dei costi. Al contrario “gli emittenti governativi dei paesi sviluppati, una volta l’essenza stessa della rispettabilità, sono ora percepiti come pecore nere, gravati da una cattiva gestione fiscale accoppiata ad un welfare gonfiato”. E’ un nuovo paradigma, che richiede idee nuove, una propensione alla flessibilità e una valutazione oggettiva delle molteplici sfide che gli investitori devono affrontare. “Ciò premesso riteniamo che vi siano opportunità di investimento in molti angoli del mercato, se si sa dove guardare”, prosegue Avanzo Barbieri.
 
PROSPETTIVE DI CRESCITA CONTENUTE – Le azioni aggressive intraprese dalle banche centrali appaiono aver evitato una recessione globale, tuttavia le prospettive di crescita per i paesi sviluppati restano contenute. Neuberger Berman ritiene che l’economia americana disponga di un sufficiente slancio per continuare ad espandersi, sebbene ad un tasso moderato. “Vi sono sicuramente preoccupazioni sul deficit del budget, con sforzi per coniugare necessità di spesa e di entrate fiscali. Tuttavia, un atteggiamento incoraggiante dal lato dei consumatori, un lieve progresso sul fronte del lavoro e la ripresa del mercato immobiliare esercitano un’influenza positiva. Riteniamo che i tassi delle obbligazioni governative americane saliranno moderatamente nel corso dei prossimi trimestri, mentre i tassi reali (ovvero al netto dell’inflazione) potrebbero rimanere negativi o addirittura diminuire, restando sotto le medie storiche”.
 
PIL IN CALO NELLA ZONA EURO – Le prospettive economiche per la zona euro sono meno positive rispetto agli Usa. Per il 2013 la casa statunitense si aspetta che l’economia dell’Eurozona rimanga debole, con un Pil in calo. “L’eurozona sta pagando il prezzo di un’economia monetaria che è stata troppo lenta nel rispondere alla crisi dei debiti governativi. Inoltre politiche fiscali sempre più austere non forniscono uno scudo da potenziali shock globali. E’ nostra opinione che la disoccupazione aumenterà nel 2013, man mano che il sistema bancario riduce la propria leva e l’economia affronta un processo di ristrutturazione”, continua Avanzo Barbieri. L’outlook 2013 della casa statunitense è che in Europa le spinte inflazionistiche saranno miti e la curva dei rendimenti governativi dei paesi core resterà ripida. I mercati delle nazioni periferiche saranno volatili, essendo il consolidamento fiscale richiesto dal Nord Europa in conflitto con le pressioni sociali e politiche in aumento nel Sud Europa.
 
FOCUS SUGLI USA – Com’è stato per gran parte del 2012, fondamentali economici deboli non necessariamente preannunziano una debolezza dei mercati obbligazionari. Il team obbligazionario di Neuberger Berman si aspetta un altro anno di rendimenti positivi, sebbene meno robusti rispetto al 2012, per i settori obbligazionari diversi dai governativi americani. “I settori obbligazionari americani più promettenti includono obbligazioni societarie investment grade e high yield, cartolarizzazioni ipotecarie residenziali e commerciali e municipal bonds. Manteniamo il nostro outlook positivo per il mercato high yield. I fondamentali a nostro giudizio restano solidi e ci aspettiamo tassi di default inferiori alle medie storiche”. Un fattore chiave dietro questa performance positiva attesa sarà guidata dalla richiesta degli investitori di obbligazioni con un alto rendimento, dato il voto della Federal Reserve a mantenere i tassi a breve ancorati in un range storicamente basso fino ad almeno metà 2015, anche se l’incertezza attorno alla situazione fiscale Usa potrebbe comportare un aumento della volatilità, ora ai minimi dell’ultimo anno. “In Europa, alcuni settori corporate sono attraenti nonostante i problemi a livello fiscale, mentre restiamo scettici sulle prospettive economiche in Giappone” conclude Avanzo Barbieri. 
 
LA GAMMA DI FONDI – Dopo i risultati ampiamente soddisfacenti del 2012 Neuberger Berman ritiene che i rendimenti delle obbligazioni emerging market saranno relativamente attenuati nel 2013. “Sul fronte valutario, sebbene il rischio di eventi estremi sia stato ridotto, riteniamo che un periodo di forza dell’euro sia improbabile, in quanto un marcato apprezzamento della valuta sarebbe comunque un ostacolo al processo di ripresa dei paesi periferici”, termina Alessandra Frignani, Director per il mercato italiano. La gamma di Neuberger Berman autorizzata in Italia comprende 8 fondi azionari, 1 su valute e 3 fondi obbligazionari, tra i quali spiccano i due fondi High Yield. L’ultimo fondo aggiunto alla gamma è il Global Bond Fund, segmento in cui la casa americana è tra i pochi player a poter vantare una strategia in ambito obbligazionario globale che ha chiuso il 2008 in positivo.
 

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