Jp Morgan AM, il nuovo governo è una buona opportunità per il Giappone

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di Redazione 7 Gennaio 2013 | 11:19
Secondo gli esperti, che questa settimana si concentrano sul Giappone, il Paese potrebbe riuscire a uscire dalla prolungata stagnazione economica proprio grazie ai cambiamenti politici.

COSA COMPORTA LA VITTORIA DEI LIBERALDEMOCRATICI – Come previsto, le elezioni della camera bassa del Giappone del 16 dicembre sono sfociate in una vittoria del Partito Liberal Democratico di opposizione. Ma cosa significa veramente cambiamento? Provano a rispondere gli esperti di Jp Morgan AM, che questa settimana dedicano particolare attenzione proprio al Paese del Sol Levante.

L’AGENDA DEL GOVERNO
– In campagna elettorale i liberaldemocratici hanno posto l’enfasi soprattutto su aggressivi piani di stimolo monetario e fiscale, promettendo di: stipulare un accordo di policy tra governo e Banca del Giappone (leggasi ridurne l’indipendenza?) e fissare un obiettivo esplicito d’inflazione al 2%; intraprendere un allentamento quantitativo illimitato nell’ambito del suo programma di acquisto di attivi; creare un fondo di acquisto di obbligazioni estere teso a contenere l’apprezzamento dello yen; implementare uno stimolo fiscale a breve termine tramite nuova spesa in lavori pubblici; ridurre l’imposta sugli utili aziendali portandola in linea con i livelli internazionali; e stabilire un obiettivo di crescita nominale del Pil  3%.

DARE SEGUITO ALLE PROMESSE – Ora, osserva Jp Morgan AM, “vista la portata della vittoria elettorale del nuovo governo e la misura con cui le aspettative sono state innalzate, il Partito Liberal Democratico deve assolutamente dare seguito alle promesse”. La prossima riunione della Banca del Giappone, in agenda al 21 e 22 gennaio, ha tra i punti all’ordine del giorno la stabilità dei prezzi a medio-lungo termine e sarà essenziale per definire se la Boj aderirà alle richieste del nuovo governo. Successivamente, l’attenzione si sposterà sulla nomina del prossimo governatore della Banca del Giappone e dei suoi due vice a marzo/aprile, che secondo le previsioni saranno molto più reflazionistici dei loro predecessori nel loro orientamento di politica monetaria.

IL BENEFICIO DEL DUBBIO
– Insomma, i recenti sviluppi forniscono di fatto al Giappone la migliore opportunità di uscire dalla prolungata stagnazione economica che ha afflitto il paese negli ultimi due decenni, osservano gli esperti di Jp Morgan AM. “Per tale motivo, e malgrado il cinismo della maggior parte degli osservatori internazionali (inclusi i nostri), diamo al Giappone il beneficio del dubbio. Attualmente sovrappesiamo il Giappone e continueremo a mantenere tale posizione finché saremo convinti che il governo sia ancora disposto e in grado di mantenere le sue promesse elettorali”.

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