Threadneedle: il 2013 sarà un buon anno per i dividendi

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di Redazione 15 Gennaio 2013 | 13:31
Secondo il gestore Stephen Thornber, esperto di azionario, le attese positive si devono al recente accordo che ha evitato il fiscal cliff.

L’ANNO DEI DIVIDENDI – Che cosa significa il fiscal cliff negli Stati Uniti per gli investitori che, quando si rivolgono all’azionario globale, privilegiano i dividendi? Secondo Stephen Thornber, gestore del fondo Threadneedle Global Equity Income, il 2013 si preannuncia un anno positivo per gli investitori in azionario globale alla ricerca di dividendo, dopo che i politici statunitensi all’inizio dell’anno sono giunti a un accordo sulle tasse risolvendo in parte la questione del fiscal cliff. “Dopo l’accordo pattuito, le imposte sui dividendi rimarranno al 15% per coloro che guadagnano meno di 450.000 dollari, mentre il tasso di coloro che guadagnano oltre questa soglia aumenterà al 20%. Questo accordo è stato preso bene dal mercato e le azioni che prevedono il pagamento di dividendi si sono riprese rapidamente dall’incertezza della fine del 2012″.
 
BUONE PROSPETTIVE
– “Negli Stati Uniti, dove le società hanno tradizionalmente privilegiato il mantenimento dei profitti per la crescita o il riacquisto di azioni proprie, è incoraggiante che molte aziende stiano introducendo o aumentando il dividendo per azione”, continua il gestore. “Dato che i dividendi continuano a essere tassati alla stessa aliquota dei redditi di capitale, ci aspettiamo che questa tendenza continui anche per il 2013. Abbiamo già visto un aumento del numero di società che pagano un dividendo dal 70% al 77% negli ultimi due anni. Inoltre, un certo numero di società americane ci ha detto che la domanda crescente di dividendi da parte degli investitori sta avendo un’influenza sul loro processo decisionale di gestione del capitale. I rendimenti sui titoli azionari globali rimangono sopra le medie di lungo periodo, l’indice Msci Ac World rende attualmente il 2,96%. In un contesto di miglioramento economico e di bilanci solidi delle società, con gli investitori che chiedono rendimenti, ci aspettiamo un anno buono per i titoli che pagano dividendi sia negli Stati Uniti che a livello globale”.

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