Bnp Paribas IP consiglia una posizione neutrale sull’immobiliare globale

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di Redazione 12 Aprile 2013 | 13:11
Parola di Matthieu David, responsabile distribuzioe esterna di Bnp Paribas Investment Partners, che nella sua strategia settimanale evidenzia…

SOTTOPESO NEL COMPARTO AZIONARIO – “Finora la politica monetaria ha spinto i mercati azionari e probabilmente continuerà a farlo, ma non riteniamo che sia in grado di compensare la debolezza della crescita dell’economia e dei profitti societari”. Parola di Matthieu David, responsabile distribuzioe esterna di Bnp Paribas Investment Partners, che nella sua strategia settimanale evidenzia come il gestore non abbia modificato la sottoesposizione verso i rischi dei mercati finanziari, determinata in particolare dal sottopeso nel comparto azionario. “I nostri analisti”, spiega, “ritengono che gli indici potrebbero registrare una correzione. I problemi nell’area euro vengono celati dal basso livello dei rendimenti obbligazionari – gentile omaggio della politica monetaria – ma a nostro avviso la mancanza di crescita rappresenta ancora un rischio”.

NEUTRALI SULL’IMMOBILIARE – Quanto al mercato immobiliare, ha continuato David, “abbiamo realizzato delle prese di profitto sulla posizione sovrappesata nel settore immobiliare Usa. Valutiamo ancora positivamente i rendimenti di questa classe di attivo, ma i recenti rialzi hanno fatto salire le quotazioni a un livello che ci ha incoraggiato a tornare in posizione neutra. Per quanto riguarda l’immobiliare, dunque, deteniamo una posizione neutra a livello globale (Europa, Asia, Usa).

LE BANCHE CENTRALI – Analizzando infine le possibili prossime mosse delle banche centrali, gli analisti del gruppo francese sostengono che la Federal Reserve per il momento non ridurrà l’allentamento quantitativo e non rallenterà gli acquisti, prima di registrare dati positivi per vari mesi. La Bce da parte sua ha dichiarato che manterrà una politica monetaria espansiva sino a quando sarà necessario. L’obiettivo principale, spiega David, “è di ridurre la differenza dei tassi sui prestiti bancari che si registra tra i Paesi forti e quelli periferici dell’area dell’euro e contrastare la difficoltà ad ottenere credito che incontrano le piccole e medie imprese. Un’opzione praticabile potrebbe essere rappresentata da un programma simile a quello della Bank of England, che concede alle banche finanziamenti a condizioni favorevoli se a loro volta accordano prestiti al settore privato. Tuttavia le banche possono già prendere a prestito importi illimitati dalla Bce con un tasso d’interesse dello 0,75%, e dunque non è sicuro che un programma di questo tipo sbloccherebbe il credito bancario. Un’altra possibilità è che la Bce accetti i prestiti alle piccole imprese cartolarizzati come garanzia per i propri prestiti al settore bancario”.

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