Hedge Invest, il detto “Sell in May and go away” è pura leggenda?

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di Redazione 23 Aprile 2013 | 12:46
Hedge Invest ha chiesto ad alcuni gestori presenti nei propri portafogli se nel 2013 si aspettano una ripetizione delle correzioni sui mercati a cui si è assistito nei mesi estivi negli ultimi anni. Le risposte non sono state univoche…

SELL IN MAY? – Avvicinandosi il mese di maggio, ci si chiede se si debba dar credito al vecchio detto “Sell in may and go away”, secondo cui i mercati azionari tendono a segnare una sovra-performance nel periodo novembre–aprile rispetto al periodo maggio-ottobre. Con l’obiettivo di testare questa teoria, Hedge Invest ha analizzato le serie storiche degli indici S&P 500 e DAX nel periodo 1980 – 2012: è risultato che effettivamente i mercati tendono a riportare migliori performance nel periodo invernale, pur con alcune importanti eccezioni.

IL PUNTO DI VISTA DEI GESTORI HEDGE INVEST – Hedge Invest  ha chiesto quindi ad alcuni gestori hedge internazionali presenti nei propri portafogli se nel 2013 si aspettano una ripetizione delle correzioni sui mercati a cui si è assistito nei mesi estivi negli ultimi anni, registrando in risposta opinioni non univoche. Un segnale che gli esperti accolgono positivamente, perché un fondo di fondi con gestori posizionati in modo diverso porta a un’asset allocation differenziata e quindi ben posizionata anche in caso di improvvisi cambiamenti di trend.

I PESSIMISTI –
Fondo A (event driven europeo con circa 250 milioni di dollari in gestione basato  a Londra): “Direi che il Sell in May può risultare sensato anche quest’anno. I mercati stanno beneficiando di una forte riallocazione di capitale nell’azionario, che potrebbe subire una pausa durante l’estate. Guardando ai fondamentali, la recente espansione di multipli sarebbe giustificata da prospettive di ripresa economica nella seconda metà dell’anno. Tali prospettive potrebbero, però, rivelarsi ottimistiche, viste le notevoli difficoltà dell’Eurozona e la stretta di liquidità in Cina”.
Fondo B (long/short globale con 400 milioni di dollari in gestione basato  a Londra): “Sono preoccupato nel breve termine mentre sono più ottimista nel medio. I titoli azionari di alcuni settori sono saliti molto. In particolare i titoli difensivi, in cui gli investitori si sono rifugiati per essere meno soggetti al rallentamento del ciclo economico, stanno toccando valutazioni superiori a quelle del 2007.  Per questo mi sono posizionato corto sulla parte del mercato che è salita di più, mentre nella parte lunga del portafoglio preferisco mantenere posizioni in titoli con valutazioni contenute e prezzi che incorporano  prospettive economiche già molto negative.

I NEUTRALI
Fondo C (gestore long/short europeo con 500 milioni di dollari in gestione basato a Londra):  “Le correlazioni tra i singoli titoli sono basse rispetto alle medie osservate negli anni recenti: il mercato dunque si sta muovendo in modo molto razionale.  Credo che un mese di correzione potrebbe però esserci, dato che la crescita globale è anemica e la crisi del debito sovrano è meno virulenta, ma latente. I dati tecnici sono però a favore del mercato azionario perché i tassi, vicino allo zero, continueranno a spingere flussi verso i mercati azionari a danno del comparto obbligazionario”.
Fondo D (long/short UK basato a Londra con 400 milioni di dollari in gestione): “In effetti il mese di maggio storicamente è stato un buon mese per liquidare gli investimenti: negli ultimi cinque anni, quattro volte su cinque questa strategia ha pagato.  E’ altrettanto vero che ci sono state delle eccezioni in corripondenza di specifici eventi: quest’anno, per esempio,  se in maggio dovesse risolversi la questione italiana, potremmo registrare un movimento positivo sul mercato europeo“. 

GLI OTTIMISTI

Fondo F (gestore long/short Usa con un miliardo di dollari in gestione basato a New York):  “Rimarremo investiti in maggio: siamo in un momento molto particolare sia sotto il profilo economico – di ritorno alla crescita in  Usa – sia sotto il profilo delle valutazioni delle azioni rispetto alle obbligazioni. Credo anche che il rischio sistemico sia contenuto, con tutte le Banche Centrali in fase di politica monetaria espansiva.
Fondo G (long/short globale con un miliardo di dollari in gestione basato a Londra): “Rimango molto positivo sui mercati azionari, considerata l’enorme quantità di  liquidità in circolazione e, in assenza di alternative di investimento , con rendimenti interessanti”.

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