East Capital, la crescita in Turchia non si fermerà

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di Redazione 13 Maggio 2013 | 15:06
Secondo Emre Akcakmak, portfolio manager di East Capital, la storia di lungo corso di convergenza della Turchia si vedrà anche sull’equity.

+10% DA INIZIO ANNO – Il mercato azionario turco ha già segnato un rialzo del 10,1% da inizio 2013. E non si fermerà. Ne è convinto Emre Akcakmak, portfolio manager di East Capital. “Se si considera il quadro macro, pensiamo ancora che ci sia molto da fare nell’economia turca”, ha detto Akcakmak. “Nonostante gli ultimi sviluppi macroeconomici positivi, il reddito pro-capite è ancora ben al di sotto di quello dei Paesi dell’Unione Europea, e ulteriori riforme potrebbero aiutare a liberare il potenziale di crescita economica del Paese. Tassi d’interesse sui minimi storici, finanze pubbliche solide, così come i recenti upgrade del rating e la maggiore stabilità del mercato finanziario dovrebbero essere elementi favorevoli per lo sviluppo economico. In sostanza, siamo fiduciosi sul fatto che la storia di lungo corso di convergenza della Turchia si vedrà anche sull’equity”.

I TREND DEMOGRAFICI – I trend demografici della Turchia danno al Paese un chiaro vantaggio rispetto alla maggior parte degli altri Stati. “La Turchia continuerà a essere caratterizzata da un trend demografico favorevole per i prossimi 10-15 anni. La popolazione è giovane, con un’età media di 29 anni, rispetto a quella nell’Ue, poco sopra i 40” spiega Akcakmak. “Questo significa che la Turchia ha un mercato interno ampio e dinamico, con un potenziale per continuare a far crescere il Pil nei prossimi anni.

IL DRIVER PRINCIPALE È LA DOMANDA INTERNA – “Questo significa che il mercato turco è reattivo al sentiment dei consumatori, che a sua volta è ampiamente dipendente dalla stabilità politica ed economica. Il mercato risponde inoltre agli sviluppi sulle piazze finanziarie globali a causa dell’ampia partecipazione straniera sul mercato finanziario turco e, ovviamente, a causa dei legami commerciali del Paese”.

I SETTORI PIU’ INTERESSANTI – A livello settoriale, continua Akcakmak, “ci piace il settore bancario, che riesce a far crescere i prestiti del 15-20% circa l’anno. La crescita dei prestiti non è legata solo ai consumi privati ma anche agli ampi progetti infrastrutturali. Anche i settori automotive e real estate sono interessanti, visto che i tassi d’interesse storicamente bassi rafforzano la domanda dei consumatori. Inoltre, sono interessanti anche le società che operano nei settori in rapida crescita dell’aviazione e dei fondi pensione”.

LE RAGIONI DELLA BUONA PERFORMANCE – “Il 2012 è stato l’anno nel quale il mercato azionario turco ha recuperato fortemente, tanto che è stato rivalutato sulla scorta dei continui sviluppi positivi dell’economia. Le aree di maggiore preoccupazione – l’inflazione e il deficit delle partite correnti – si sono ridotte notevolmente, visto che la crescita ha rallentato in modo ordinato. Riflettendo il migliore ambiente macroeconomico, i tassi d’interesse sono scesi, la percezione al rischio è migliorata e il rating Paese è stato alla fine alzato a investment grade da Fitch. Oltre a livelli di valutazione già attraenti, le società turche hanno sorpreso gli investitori con profitti migliori delle attese. Le banche, in particolare, hanno performato molto meglio perché sono riuscite a far crescere significativamente i propri utili, grazie soprattutto al calo dei costi dei depositi”.

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