Parla Mark Mobius: la fine del quantitative easing non toglierà fiato al rally

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di Redazione 11 Giugno 2013 | 08:37
L’executive chairman del Templeton Emerging Markets Group ritiene che, anche se la Fed dovesse muoversi in questo senso, i mercati non ne risentiranno.

LA FINE DELL’ESPANSIONE MONETARIA – Mentre alcuni si preoccupano per la fine delle scelte di espansione monetaria – il cosiddetto “quantitative easing” – Mark Mobius, presidente esecutivo del Templeton Emerging Markets Group, ritiene che anche se la Federal Reserve (che è la banca centrale americana, n.d.r.) dovesse effettivamente muoversi in questo senso, il rialzo dei mercati azionari potrebbe tranquillamente continuare grazie all’incremento dell’erogazione dei prestiti da parte delle banche. “Nelle loro casse stanno circolando molti soldi, che finora sono stati utilizzati per rafforzare i bilanci”, ha osservato il gestore: molta gente si sta agitando prima del tempo, convincendosi che i mercati scenderanno una volta che il presidente Ben Bernanke porrà fine all’acquisto di asset. “In realtà, quando arriverà quel momento, le banche avranno ancora in pancia molti contanti che potranno prestare all’esterno permettendo ai mercati di continuare a salire”, afferma Mobius.

I MERCATI DI FRONTIERA – Le preoccupazioni sulla fine del quantitative easing e sul prodotto interno lordo cinese, risultato inferiore alle attese, hanno influito sui mercati asiatici, che negli ultimi dodici mesi hanno sottoperformato rispetto a Stati Uniti, Europa e Giappone. Un andamento che Mobius attribuisce a diversi fattori: “la ragione principale è costituita dalle numerose quotazioni in Borsa delle società, che hanno assorbito molto denaro. Ma non è l’unica: va considerato anche che gran parte del denaro che in passato confluiva in Asia adesso viene destinato ai mercati di frontiera”, evidenzia il manager.

LA CINA – Tra l’altro la Cina è stata “punita ingiustamente”, continua Mobius, ricordando agli investitori che il Paese sta crescendo a un ritmo del 6-7%, un livello molto sostenuto per quella che è arrivata a essere la seconda economia mondiale. Senza dimenticare che l’import-export sta reggendo bene. “Si tratta di un sentiment solo temporaneo”, assicura il gestore, che vede ottime opportunità nel mercato azionario, tra cui “Petrochina, che offre un rendimento del 3-4%, o Mgm China, che paga il 4-5%”. E anche la ripresa della crescita sul mercato statunitense dovrebbe avere un impatto positivo sui mercati emergenti, conclude l’esperto, che consiglia invece cautela su Paesi come Venezuela e Turchia pur non escludendoli completamente. “Da un punto di vista macro possono apparire terribili, ma da una prospettiva micro offrono ancora opportunità interessanti”.

I FONDI GESTITIMobius gestisce numerosi fondi, tra cui il Templeton Emerging Markets A (Ydis) USD, il Templeton Emerging Markets Smaller Cos A (acc) USD e il Templeton Frontier Markets A (acc) USD.
 

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