Invesco scommette sull’Italia, i fondi obbligazionari a cedola tirano la raccolta

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Il gruppo, che ha registrato una raccolta mensile di 441 milioni di euro nel nostro Paese a maggio, prevede per il 2013 un cambiamento nel mix dell’asset allocation…

di Redazione27 giugno 2013 | 10:33

LA RACCOLTA DI MAGGIO SFIORA I 441 MILIONI Invesco scommette sull’Italia e spinge sui fondi obbligazionari con stacco di una cedola periodica, vero motore della raccolta di maggio, pari a 440,5 milioni di euro. “Il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere, consolidare la nostra presenza in Italia e trarre vantaggio dall’essere uno dei principali gestori globali ed indipendenti in termini di risorse, qualità dei prodotti e rapporto diretto con i nostri clienti e distributori”, ha detto Giuliano D’Acunti, responsabile della distribuzione retail di Invesco, commentando i dati di raccolta diffusi nei giorni scorsi da Assogestioni (qui la notizia).

UN CAMBIAMENTIO NEL MIX DELL’ASSET ALLOCATION – “Nel corso degli ultimi tre anni i nostri prodotti più venduti in Italia sono stati i fondi obbligazionari che prevedono lo stacco di una cedola periodica e riteniamo che, seppur in maniera ridotta a causa del ridimensionamento dei flussi cedolari, questa tendenza possa proseguire visto che l’investitore italiano per natura è molto sensibile alla componente obbligazionaria e alla possibilità di incassare una cedola periodica”. Per il 2013, ha continuato D’Acunti, “vediamo un cambiamento nel mix dell’asset allocation”.

SOVRAPPESARE LE SOLUZIONI MULTI ASSET – “Considerata l’attuale complessità del mercato riteniamo che siano da sovrappesare le soluzioni multi asset, delegando al gestore le decisioni di sovrappeso e sottopeso sulle differenti asset class. In quest’ottica, un fondo che ha dato particolare soddisfazione a quelle che sono le aspettative dei risparmiatori è l’Invesco Balanced-Risk Allocation, fondo bilanciato che si basa su una strategia di gestione multi-asset di tipo risk parity volta ad un forte controllo della componente rischio”.

POSITIVI SULL’OBBLIGAZIONARIO NEL LUNGO TERMINE – Per quanto riguarda invece i mercati obbligazionari, a seguito delle anticipazione della Fed sulle future manovre di quantitative easing “abbiamo assistito ad importanti storni soprattutto sui mercati emergenti, non giustificati da alcun cambio sostanziale per quello che concerne i fondamentali di questi Paesi. Pertanto, continuiamo a mantenere una visione positiva nel lungo termine, e riteniamo che sia il mercato decisamente da sovrappesare nelle future scelte di portafoglio, anche utilizzando la versione del fondo con stacco cedola mensile”.

EVITARE BOND GOVERNATIVI DEI PAESI SVILUPPATI
– In un’ottica più difensiva, ha concluso il manager, “rimane il consiglio di evitare l’acquisto di obbligazioni governative dei paesi sviluppati (Bund, T-Bond) che continuano a mantenere rendimenti da polizza assicurativa, e piuttosto incrementare l’esposizione sul mercato corporate di elevata qualità”.
 


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