Bnp Paribas IP, gli esperti restano alla finestra aspettando che i mercati si calmino

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Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas IP : « non abbiamo modificato l’allocazione degli attivi, ritenendo che la recente evoluzione del mercato obbligazionario non indichi il passaggio ad una nuova fase”.

di Redazione28 giugno 2013 | 11:58

INVARIATA LA POSIZIONE SUL MERCATO AZIONARIO – I mercati finanziari sono rimasti inquieti nel corso dell’ultima settimana, lasciando gli investitori senza un porto sicuro dove rifugiarsi. Gli indici azionari sono arretrati, mentre i rendimenti obbligazionari sono saliti e gli spread si sono ampliati. I prezzi del petrolio non sono sfuggiti agli effetti dell’avversione al rischio, ma non hanno imboccato la stessa spirale ribassista dei metalli preziosi. Alla luce di questa situazione, spiega Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas IP, “non abbiamo modificato l’allocazione degli attivi, ritenendo che la recente evoluzione del mercato obbligazionario non indichi il passaggio ad una nuova fase caratterizzata da un aumento strutturale dei rendimenti. Inoltre, tenuto conto delle incertezze sulle prospettive dell’economia globale e degli effetti della politica monetaria, anche la posizione nel comparto azionario è rimasta invariata”.

L’INCREMENTO DEI TASSI SARA’ LIMITATO – Secondo gli esperti di Bnp Paribas IP, il brusco rialzo dei rendimenti azionari non segna un’inversione di tendenza: “vi è motivo di ritenere, invece, che un eventuale incremento dei rendimenti sarà limitato”, osserva Tardino. “Innanzitutto, i tassi a breve dovrebbero rimanere su bassi livelli nelle prossime settimane. Tuttavia se dobbiamo credere alle parole di Bernanke, la fase di allentamento quantitativo sta arrivando alla conclusione mentre si sta avvicinando la soglia della disoccupazione al 6,5% (che potrebbe indurre la Fed ad alzare i tassi)”.  “La domanda di Treasury si contrarrà quando la Federal Reserve comincerà a ridurre il QE3, ma anche l’offerta sta diminuendo anche a causa del calo del deficit pubblico. Inoltre, le aspettative inflazionistiche si stanno riducendo e infine le previsioni di crescita della Fed potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche. Nel complesso riteniamo che con il rialzo di 120 punti base i rendimenti siano chiaramente saliti troppo in alto”.


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