Allianz GI: i titoli di Stato italiani? Sono sottovalutati

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Secondo Maxence Mormède, cio advanced fixed income di Allianz Global Investors, oggi l’Italia è uno degli emittenti di obbligazioni più interessanti in Europa.

di Redazione29 agosto 2013 | 11:54

FINE DELLA RECESSIONE? FORSE – “La recessione in corso in Italia è un fenomeno ben noto che non ci sorprende, avendo sempre approfondito le prospettive del Paese nella nostra analisi fondamentale. Tuttavia, nonostante le prospettive economiche negative e lo scetticismo con cui alcuni investitori osservano l’Italia, abbiamo rilevato segnali di miglioramento e raggiunto la conclusione che il trend positivo dei conti pubblici italiani proseguirà”. A scriverlo è Maxence Mormède, cio advanced fixed income di Allianz Global Investors. “L’Italia, come Paese industriale, beneficia del miglioramento del contesto economico globale e, secondo gli indicatori, di tendenza il mercato del lavoro si sta stabilizzando. Questo lascia ben sperare nella fine della recessione entro quest’anno, e l’aumento del gettito fiscale sarà in grado di contenere il deficit di bilancio entro livelli più sostenibili. Ne dovrebbe trarre beneficio il rating di credito”.

ECONOMIA BEN DIVERSIFICATA – “Diversi fattori”, continua Mormède, “ci convincono della sostenibilità dei conti pubblici italiani, e quindi del fatto che l’Italia sarà in grado di servire il proprio debito nel lungo periodo. Innanzitutto, non possiamo considerare il forte debito pubblico italiano separatamente, poiché è compensato da un basso livello di debito personale e da risorse finanziarie superiori alla media. Ciò consente di finanziare in modo sostenibile il debito estero attraverso fonti interne. In tale contesto, la tendenza recente che evidenzia partite correnti positive è incoraggiante e significa che in futuro l’Italia dipenderà meno dai capitali esteri. L’economia del Paese è ben diversificata e, con l’adozione di riforme strutturali adeguate, riteniamo possibile un miglioramento del proprio potenziale di crescita”.

TITOLI DI STATO SOTTOVALUTATI – Alla luce di questi fattori, i premi per il rischio sui titoli di Stato italiani, ultimamente oltre i 200 punti base, sono più che accettabili, aggiunge. “Anche in caso di un forte rialzo dei tassi di interesse, che ci sembra improbabile nell’eurozona, i titoli di Stato italiani riporteranno comunque un risultato positivo. Inoltre, in questo momento i titoli di Stato italiani ci sembrano sottovalutati, pertanto continuiamo a investire molto nel segmento. L’Italia rappresenta una delle poche fonti di rendimento reale sul mercato obbligazionario europeo con un rischio di insolvenza molto basso, e l’investimento in titoli di stato italiano gode di un vento particolarmente favorevole. Se consideriamo l’effetto positivo delle riforme strutturali a livello locale, oltre al miglioramento dell’economia domestica”, conclude, “oggi l’Italia è uno degli emittenti di obbligazioni più interessanti in Europa”.


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