Bnp Paribas IP: rimaniamo complessivamente neutrali sul comparto azionario

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di Redazione 25 Ottobre 2013 | 08:18
Negli Stati Uniti, la vittima principale dell’aspro confronto politico sul bilancio del 2014 e sull’innalzamento del tetto del debito è stato il piano della Federal Reserve, che…

IL PIANO DELLA FED – Negli Stati Uniti, la vittima principale dell’aspro confronto politico sul bilancio del 2014 e sull’innalzamento del tetto del debito è stato il piano della Federal Reserve, che contava di iniziare a ridurre già quest’anno il programma di allentamento quantitativo a sostegno della crescita. I mercati, osserva Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas Investment Partners, non sono sembrati particolarmente preoccupati, e l’indice azionario S&P500 ha registrato un massimo storico malgrado i dati modesti del rapporto sul mercato del lavoro.

NEUTRALI SUL COMPARTO AZIONARIO – “Manteniamo una posizione complessivamente neutra sul comparto azionario, poiché valutiamo che alcuni casi di sopravvalutazione compensino gli stimoli favorevoli offerti dalla politica monetaria. Ciò vale in particolar modo per gli Stati Uniti: riteniamo infatti che la Federal Reserve non sarà in grado di continuare a sostenere i mercati, mentre la crescita dei profitti si attesta su livelli modesti. Di conseguenza abbiamo assunto una posizione sottopesata nelle azioni Usa. Al momento, oltre un terzo delle imprese comprese nell’indice S&P500 ha pubblicato i profitti registrati nel terzo trimestre, e i risultati sono stati sostanzialmente in linea con quelli del secondo trimestre. Detto questo, però, bisogna aggiungere che la crescita complessiva degli utili è risultata superiore ed ha mostrato maggior equilibrio tra il settore finanziario e altri settori del mercato”.

SOVRAPPESARE L’EUROPA – “Abbiamo optato per una posizione sovrappesata in Europa al fine di beneficiare delle quotazioni interessanti che si iscrivono in un contesto di miglioramento del PIL. I nostri esperti non sono particolarmente ottimisti riguardo alla crescita dei paesi emergenti, ma valutano positivamente i multipli di mercato. I titoli obbligazionari sono risultati i chiari beneficiari dell’indebolimento dei dati economici USA e del rinvio del cosiddetto tapering (ovvero la riduzione degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve). I rendimenti dei Treasury sono scesi al 2,5% dopo aver toccato il 3% quando si prevedeva che la Fed avrebbe dato inizio al tapering in settembre, mentre i tassi d’interesse sui titoli tedeschi sono tornati vicini all’1,8%. Questi dati sono in linea con le nostre stime, secondo i quali per adesso i rendimenti rimarranno su bassi livelli poiché le economie di vari Paesi sarebbero in grado di sopportare a mala pena un aumento dei tassi. Tuttavia, il miglioramento del quadro macroeconomico non consente di escludere il rischio di un inasprimento monetario, e pertanto al momento preferiamo mantenere una posizione neutra in termini di duration”.

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