Amundi in vena di shopping potrebbe tornare alla carica con Pioneer

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di Maria Paulucci 21 Marzo 2014 | 11:00
Crédit Agricole, di cui Amundi è il braccio nell’asset management, punta ad aumentarne il patrimonio gestito a 1.000 miliardi di euro entro il 2016.

AMUNDI TORNA ALLA CARICA? – Che Amundi possa tornare alla carica con Pioneer Investments, dopo il tentativo di acquisizione fallito tre anni fa? Il Financial Times, quotidiano della City londinese, non esclude affatto questa ipotesi, alla luce del piano triennale presentato dalla società giovedì 20 marzo in un incontro con gli investitori a Londra. Crédit Agricole, di cui Amundi è il braccio nell’asset management, ha fatto sapere che punta ad almeno 4 miliardi di euro di utile netto annuo entro il 2016, una cifra superiore alle stime degli analisti. “Abbiamo trasformato profondamente il nostro gruppo e siamo concentrati sugli elementi essenziali”, ha detto il chief executive officer Jean-Paul Chifflet ai giornalisti a Parigi. “Dobbiamo continuare a fare quello che sappiamo fare bene. Non improvviseremo”. Crédit Agricole è tornata all’utile nel 2013, con 2,51 miliardi di euro, dopo due anni di perdite durante la crisi del debito sovrano europeo.

I PIANI PER I PROSSIMI TRE ANNI
– Quanto ad Amundi, Crédit Agricole intende aumentarne il patrimonio gestito a 1.000 miliardi di euro entro il 2016, dai 777 miliardi di fine 2013, anche attraverso acquisizioni “se si presentano opportunità”, ha detto Chifflet. Circa tre anni fa, Amundi ha mancato di poco l’acquisizione della rivale Pioneer Investments da UniCredit. Ora la banca italiana, sempre secondo il Financial Times, avrebbe di nuovo in programma una potenziale cessione di Pioneer Investments. L’unità, che dispone di 174 miliardi di euro di asset in gestione, è valutata tra i 2 e i 3 miliardi e potrebbe portare Amundi vicina al suo obiettivo 1.000 miliardi entro il 2016. A parte Amundi, la banca non prevede alcuna acquisizioni, con la possibile eccezione del private banking, ha detto il ceo.

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