Per Mosca Pioneer incrocia le dita

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 26 Marzo 2014 | 14:22
La crisi degli emergenti e le tensioni tra Mosca e l’Occidente dopo la riannessione della Crimea alla Russia penalizzano Pioneer Fund Russian Equity, che però dà segnali di ripresa.

TEMPI DIFFICILI PER CHI PUNTA SU MOSCA – Gli ultimi mesi non sono stati un periodo facile per i prodotti investiti sull’azionario russo, ma il tentativo di Vladimir Putin di rassicurare l’Occidente circa le intenzioni non aggressive nei confronti del resto dell’Ucraina o degli ex stati del Patto di Varsavia dopo la riannessione della Crimea alla Federazione Russa sembrano aver riportato un minimo d’interesse, consentendo ad esempio un rimbalzo di Pioneer Fund Russian Equity E, fondo mobiliare aperto di diritto estero gestito da Pioneer Asset Management che ieri ha segnato un rialzo del 3,25% rispetto al giorno prima risalendo a 3,271 euro per quota.

PIONEER SI CONCENTRA SU ENERGIA E FINANZA
– Per il momento tuttavia la variazione da inizio anno resta ampiamente negativa (-21,73%) così come quella sugli ultimi 12 mesi (-19,11%), dando ragione a quegli investitori che dopo il buon risultato del 2012 (+14,84%) avessero preferito alleggerire le posizioni, vista la crisi degli emergenti e le crescenti tensioni tra Mosca e Kyev. Chi infatti avesse venduto a fine dicembre avrebbe comunque potuto vantare un ulteriore sia pur minimo incremento delle quote rispetto a inizio anno (+1,33%). Intanto il patrimonio del fondo si è portato a 12 milioni di euro e risulta investito pressoché al 100% in azioni, puntando in particolare al comparto energetico (41,7% del portafoglio) su quello finanziario (18,1%) e sulle materie prime (10,9%) e beni di consumo (10,7%).

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