Promotori, quell’educazione finanziaria che manca

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Avatar di Redazione 21 Aprile 2014 | 14:00

Efama, la federazione che riunisce le Assogestioni europee, lancia l’allarme sul basso livello di cultura finanziaria degli investitori finali e dà qualche suggerimento.

L’EDUCAZIONE CHE MANCAEfama ha pubblicato di recente un report dedicato all’educazione finanziaria: un vero e proprio invito a governi, associazioni e operatori a mettere al centro dell’attività il tema. Il report, dal titolo Building blocks for industry driven investor education initiatives, offre una visione generale del lavoro che le diverse associazioni che fanno parte di Efama – tra cui Assogestioni – stanno realizzando nei vari Paesi dell’Unione e indica le linee guida da seguire per aumentare il livello di educazione e cultura finanziaria tra gli investitori finali. L’analisi, oltre a dipingere un quadro chiaro della situazione in Europa, presenta le riflessioni di sei esperti indipendenti che offrono il loro punto di vista sul delicato tema dell’educazione all’investitore finale.

OBIETTIVI “PRECISI E REALISTICI”
– Partendo proprio dalle valutazioni degli esperti coinvolti nel report, Efama suggerisce di fissare obiettivi precisi e realistici quando si parla di educazione finanziaria. Altrettanto specifico deve essere il target di riferimento. Solo così sarà possibile per le varie associazioni del risparmio gestito realizzare accordi con operatori del mercato e altre organizzazioni. Inoltre, continua Efama nel suo report, è importante spingere anche i manager e gli intermediari finanziari a svolgere un’intensa attività di promozione della cultura finanziaria verso gli investitori finali. Soprattutto se si svolge un lavoro che consente il contatto con il cliente finale. Da qui l’invito ai consulenti finanziari a impegnarsi anche sul fronte dell’educazione finanziaria.

CHIARA E ACCESSIBILE
– In generale, il messaggio trasmesso da Efama sul fronte educazione finanziaria è chiaro: la priorità deve essere per tutti gli attori dell’industria educare gli investitori su concetti finanziari di base, sui principi fondamentali degli investimenti, sui vantaggi che accompagnano l’atto di investire. Ma quello che conta è che ogni comunicazione volta all’educazione finanziaria sia chiara, accessibile, attraente e senza alcun conflitto di interessi: ovvero senza nessun riferimento esplicito (o implicito) a specifici prodotti.

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