Cosa succederebbe se i fondi comuni si quotassero in Borsa?

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di Redazione 20 Maggio 2014 | 14:45
Vari sondaggi condotti da società come MoneyFarm e AdviseOnly rilevano che la quotazione aumenterebbe del 40% la propensione all’acquisto.

FONDI COMUNI IN BORSA – Che impatto avrebbe la negoziazione in Borsa dei fondi comuni sulla propensione all’acquisto di questi prodotti sui risparmiatori. A questa domanda, riporta il settimanale Plus24, hanno cercato di rispondere i vari sondaggi condotti da una parte sul blog di MoneyFarm e sul social network d’investimenti Advise Only. Cosa è emerso? “Su un panel di 1.000 intervistati, equamente distribuiti tra possessori di fondi e non, abbiamo registrato che il 40% dedicherebbe ai Fondi una maggiore quota dei propri investimenti nel caso di eventuale quotazione”, ha spiegato Alessandro Onano, responsabile marketing di MoneyFarm. Tra le motivazioni, la facilità di accesso (53%), la maggiore scelta (40%), la maggior trasparenza (36%) e i miniori costi (35%).

IL RUOLO DELLA CONSULENZA – Stessi risultati per Advise Only, dove il 71% dei partecipanti ha espresso un parere positivo sulla negoziazione dei fondi. Se quasi tutti concordano sui benefici, secondo alcuni, potrebbe portare molte persone al “fai da te”, sminuendo il ruolo di promotori e consulenza. “Personalmente”, ha spiegato Serena Torielli, fondatore e presidente di Advise Only, “credo al contrario che, come suggerisce anche una parte dei partecipanti al sondaggio la maggior trasparenza sui costi in Borsa aiuterà i risparmiatori a capire meglio e a valorizzare i diversi ruoli di consulente finanziario e collocatore di fondi, su cui oggi esiste una certa confusione”.

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