Ing IM: la Russia offre ancora opportunità dopo le sanzioni?

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di Redazione 23 Maggio 2014 | 10:23
Nathan Griffiths e Renat Nadyukov, portfolio manager per gli emerging markets equities di Ing Investment Management, illustrano le opportunità di investimento nel Paese e…

LA SITUAZIONE RUSSA – Alla luce dei significativi deflussi di capitali registrati dalla Russia e delle crescenti pressioni politiche dal resto del mondo, Nathan Griffiths e Renat Nadyukov, portfolio manager per gli emerging markets equities di Ing Investment Management, discutono delle migliori opportunità di investimento nel Paese e delle preoccupazioni degli investitori per eventuali nuove sanzioni.

L’IMPATTO DELLE SANZIONI – “Continuiamo a ritenere poco probabile che la Russia invada l’Ucraina orientale innescando un terzo round di sanzioni dall’Occidente”, ha spiegato Griffiths. “Ci aspettiamo però che la Russia continui a incrementare le pressioni sull’Ucraina fino alle elezioni di maggio”.  Tra l’altro l’Unione Europea, che si trova in mezzo a una debole ripresa economica, “dipende dalla Russia per le importazioni di energia e alcuni Stati temono per le loro lucrative esportazioni nel Paese. In questo contesto, una mossa unilaterale da parte degli Stati Uniti in termini di nuove sanzioni avrebbe un forte impatto sulle possibilità dei partner europei di continuare a condurre affari con la Russia, il che esclude l’eventualità di azioni non coordinate. Nonostante gli importanti legami economici tra la Germania e la Russia (Berlino rimane il primo partner commerciale europeo di Mosca, e ospita la maggiore comunità russa del Vecchio Continente), riteniamo poco probabile che le trattative della Germania con il governo ucraino possano riuscire a ridurre significativamente la volatilità di mercato”, ha continuato il gestore. Non bisogna invece sottovalutare l’impatto di lungo termine delle sanzioni (già inflitte e future) sull’economia della Russia, impatto che si farà sentire probabilmente nel corso del 2014. Mentre il contraccolpo immediato delle sanzioni inflitte al Paese è già stato prezzato infatti, le aziende e i consumatori russi si troveranno di fronte a un aumento del costo dei capitali e a maggiori difficoltà nel relazionarsi con il mondo esterno”.

RISCHI E OPPORTUNITA’ – “La Russia rimane una delle poche economie relativamente poco dipendenti dagli afflussi di capitali esteri”, ha osservato da parte sua Nadyukov, secondo cui, in assenza di ulteriori sanzioni che metterebbero in difficoltà le società russe, “l’outlook macroeconomico del Paese resta stabile e l’account surplus, combinato con la debolezza del rublo, dovrebbe aiutare il governo a bilanciare il budget federale e a mantenere la spesa sociale nel 2014”. In termini di opportunità di investimento, le compagnie private russe attive nel settore dell’energia e dei materiali offrono un interessante punto di ingresso viste le valutazioni basse e una regolamentazione fiscale sempre più stabile. Insieme alle compagnie minerarie, i giganti petroliferi russi sono i maggiori beneficiari della debolezza valutaria, dal momento che I loro costi sono In rubli e I ricavi prevalentemente in dollari americani.  In generale, evitiamo l’esposizioni a compagnie russe con un elevato grado di leva finanziaria, a causa dei crescenti costi del capitale”. “Dall’altro lato, la percezione che in Russia ci siano scarse opportunità di investimento può forse essere spiegata meglio dall’assenza di riforme e di fiducia nelle possibilità del Paese di mantenere una politica macroeconomica coerente piuttosto che dal rischio geopolitico. La Russia è sempre stata un mercato molto volatile, per cui gli investitori sono abituati ai rischi elevati quando investono in azioni russe”.

LA STRATEGIA DI INVESTIMENTO – “La nostra strategia di investimento attuale è di favorire gli esportatori che beneficiarno del rublo debole e selezionate società nazionali che tendono ad essere più resistenti di fronte rallentamento economico. Rimaniamo preoccupati per le sanzioni future contro imprese statali russe e preferiamo aziende private in cui gli interessi degli azionisti di minoranza sono allineati con gli interessi degli azionisti di maggioranza”.

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