Jacaranda Caracciolo Falck contro Ersel e l’assistente del Principe

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Gianluca Baldini di Gianluca Baldini 24 Giugno 2014 | 08:16
La figlia adottiva di Caracciolo avrebbe fatto causa ad Ersel e a Milvia Fiorani per un’operazione dalla natura incerta che avrebbe portato nelle tasche dell’assistente del Principe due milioni di euro. Ma è ancora tutto da verificare.

IN CAUSA A ROMA ERSEL E L’AMICA DEL PRINCIPE – Secondo il Corriere della Sera, Jacaranda Caracciolo Falck (nella foto a destra) avrebbe fatto causa ad Ersel – storica sim torinese che gestisce i soldi degli Agnelli – e all’assistente e amica del Principe, Milvia Fiorani. Questa volta, scrive il Corriere, l’avversario è Milvia Fiorani, 76 anni, principale collaboratrice e grande amica di Carlo, già consigliere d’amministrazione del gruppo editoriale, talmente vicina a Caracciolo da aver beneficiato di una donazione testamentaria (termine tecnico «legato») di due milioni di euro, oltre all’usufrutto della casa in cui abitava. Sono proprio quei due milioni la chiave della causa promossa da Jacaranda presso il tribunale di Roma contro Fiorani e contro la Ersel, storica sim torinese della famiglia Giubergia.

UN AFFARE DA DUE MILIONI – Alla base di tutto c’è il rapporto fiduciario tra Caracciolo e Fiorani, talmente stretto che l’assistente aveva la delega ad operare sul conto del principe. Ma è proprio dai rendiconti esaminati dopo la fine della contesa con i Revelli — secondo la ricostruzione esposta al tribunale dall’avvocato di Jacaranda, Maurizio Martinetti, già esecutore di quel testamento — che spunta un bonifico di 2 milioni di euro a favore della stessa Fiorani effettuato il 9 dicembre 2008 dal conto di Caracciolo presso la Ersel, quando il principe era già in coma e appena una settimana prima che morisse, il 15 dicembre.

ANCORA TUTTO DA VERIFICARE – Secondo l’erede legittima non sarebbe chiaro il motivo di quella operazione. Inoltre non esisterebbe né un ordine scritto né uno telefonico registrato. Ci sarebbe una testimonianza di un funzionario Ersel circa una disposizione orale di Carlo Caracciolo dell’ottobre 2008, che comunque è stata eseguita a dicembre. La motivazione fornita a Jacaranda da Fiorani sarebbe stata quella di voler anticipare l’esecuzione del «legato» di Caracciolo — appunto la donazione dei 2 milioni — nel timore che il testamento potesse venire impugnato, invalidato o comunque bloccato, visto che la signora era a conoscenza delle pretese dei due fratelli Revelli.

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