Pimco: ecco perché le azioni che distribuiscono dividendo convengono

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di Redazione 27 Giugno 2014 | 12:30
Secondo gli esperti di Pimco, le azioni che distribuiscono dividendi possono aiutare gli investitori a beneficiare della “Nuova neutralità” …

NUOVA NEUTRALITA’ – È possibile per gli investitori beneficiare della “Nuova neutralità” e di un contesto globale in lenta normalizzazione? Secondo gli esperti di Pimco, le azioni che distribuiscono dividendi possono essere di aiuto in questo senso. “In questa nuova fase di mercato che segue la crisi finanziaria, il ritmo e l’intensità della normalizzazione delle politiche monetarie in tutto il mondo differiscono e rappresentano i fattori chiave su cui focalizzarsi per valutare le performance potenziali dei mercati azionari in futuro”, hanno osservato Virginie Maisonneuve, Cfa deputy cio, managing director e global head of equities di Pimco; Brad Kinkelaar, executive vice president e portfolio manager e Raji O. Manasseh, cfa senior vice president e product manager. “Durante la crisi sembrava che i governi e le banche centrali nella maggior parte dei paesi sviluppati stessero agendo all’unisono. Oggi, invece, si osserva una tendenza alla desincronizzazione delle politiche. Mentre gli Stati Uniti stanno già riducendo il quantitative easing, l’Europa ha appena annunciato una serie di TLTRO volte a migliorare il credito bancario e, per la prima volta nella storia, ha portato il tasso sui depositi in territorio negativo per cercare di contrastare le potenziali forze deflazionistiche”. In Giappone, se la crescita economica dovesse ristagnare, possiamo aspettarci che la Bank of Japan adotterà ulteriori misure di QE.  In un mondo in cui la crescita globale rimane modesta rispetto alle medie storiche e in cui l’inflazione resta contenuta, è prevedibile che la normalizzazione dei tassi d’interesse sia molto lenta. Ciò è di fatto un fattore di sostegno per i mercati azionari, purché le valutazioni rimangano interessanti. Infatti, lo scenario mondiale secondo la Nuova neutralità di Pimco, ossia quello di una crescita lenta e di un’inflazione contenuta in un mondo fortemente indebitato, impone tassi reali bassi.

NORMALIZZAZIONE GRADUALE
– Considerando il mercato azionario statunitense nelle fasi di inasprimento della politica monetaria, osserviamo che le azioni hanno storicamente evidenziato buone performance nei periodi di rialzo dei tassi. In effetti, l’andamento dei mercati azionari in uno scenario di aumento dei tassi sembra in gran parte influenzato dal livello dell’inflazione. Una situazione di tassi in rialzo è stata negativa per le azioni solo nella metà degli anni Settanta e agli inizi degli anni Ottanta, quando le spinte inflazionistiche erano relativamente elevate. Pur essendo convinti di essere sulla via della normalizzazione, crediamo anche che dati i significativi output gap e l’elevato indebitamento pubblico di molti paesi, il ritmo della ripresa economica, e dell’inflazione, sarà moderato. Ciò richiederà una normalizzazione molto graduale delle politiche monetarie in quei paesi in cui vi sono i margini per farlo. Tale gradualità dovrebbe favorire le strategie azionarie attive, a condizione che si individuino aree del mercato in grado di fornire crescita con valutazioni interessanti. Chiaramente, in un mondo di lenta normalizzazione monetaria e bassi tassi reali, la “concorrenza” dei conti bancari dovrebbe essere marginale (salvo in caso di shock improvvisi) e quindi riteniamo che ricercare performance nelle azioni tramite strategie che beneficiano dei dividendi sia una soluzione interessante per allocare il proprio portafoglio.

AZIONI CON DIVIDEND YIELD ELEVATI – Le azioni con dividend yield elevati sono spesso considerate simili alle obbligazioni per via del reddito da dividendi che forniscono, inducendo alcuni a concludere che le quotazioni di questi titoli avranno la stessa relazione inversa con i tassi d’interesse. Anche se una simile relazione sembra intuitiva, la storia dimostra che questa generalizzazione non è corretta. In realtà, i titoli azionari a più alto rendimento potrebbero essere penalizzati dal loro profilo “obbligazionario”, ma le azioni che registrano sia un alto dividend yield sia una crescita dei dividendi sostenuta sono in grado di produrre ottimi risultati in un contesto di tassi in rialzo. Le azioni che distribuiscono dividendi che non sono analoghe alle obbligazioni, ma piuttosto “migliori delle obbligazioni” dato il loro crescente flusso di dividendi generato dagli utili, possono fornire performance superiori nelle fasi di rialzo dei tassi rispetto a quelle che non pagano dividendi.

NON TUTTI I DIVIDENDI SONO UGUALI – Gli investitori devono comprendere che un rendimento interessante, un dividendo in crescita e una plusvalenza non si escludono a vicenda. Anziché focalizzarsi miopicamente sugli alti dividend yield, gli investitori possono puntare sulla selezione dei titoli di società sottovalutate che partecipano alla crescita globale e distribuiscono al tempo stesso una quota del loro crescente flusso di utili sotto forma di dividendi. Ciò anticipa i flussi di cassa e fa aumentare il valore attuale del free cash flow. 

CONCLUSIONI – Il nostro scenario di lungo periodo “Nuova neutralità”, unitamente a un contesto di tassi in lento rialzo potrebbe favorire non solo le azioni in generale, ma anche l’investimento in dividendi in particolare. Ma gli investitori devono prestare attenzione all’approccio ai dividendi scelto e selezionarne uno che risponda ai loro obiettivi. È importante comprendere che se il rendimento può sembrare allettante oggi, il rendimento totale è una strada a due sensi e le perdite in conto capitale possono annullare in poco tempo anche un consistente dividend yield. Numerosi settori tradizionalmente ad alto rendimento presentano attualmente valutazioni storicamente elevate che potrebbero tornare verso la media in caso di rialzo dei tassi d’interesse. Se è vero che l’acquisto di un paniere di azioni con i più alti dividend yield è una scelta rischiosa in un contesto di tassi in aumento, i gestori che utilizzano i dividendi nel modo giusto possono creare un portafoglio in grado di sovraperformare anche in un contesto di tassi in rialzo. Che i tassi salgano o scendano nel 2014, crediamo che una strategia d’investimento in dividendi che punti a individuare imprese con una valida disciplina di allocazione del capitale, sia in progetti interni che generano performance aggiuntive sia agli azionisti sotto forma di dividendi, possa fornire un rendimento ragionevole che può crescere nel tempo di pari passo con gli utili. Unitamente alla rivalutazione del capitale, un portafoglio di dividendi strutturato in questo modo è in grado di generare un rendimento totale superiore a quello del mercato

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