Fondi, il gestore di Threadneedle che mette sotto la lente gli emergenti

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di Redazione 30 Giugno 2014 | 12:32
Per il suo terzo anniversario in qualità di gestore del Threadneedle Global Emerging Markets Equity Fund, Irina Miklavchich illustra i settori e i titoli che privilegia.

L’IMPATTO POSITIVO DELLA RIPRESA NEI PAESI SVILUPPATI – L’asset class dei mercati emergenti comprende un’ampia gamma di economie con dinamiche politiche diverse. in una sua recente relazione, e per il suo terzo anniversario in qualità di gestore di Threadneedle Global Emerging Markets Equity Fund, Irina Miklavchich (nella foto) illustra i fattori politici ed economici sui quali pone l’accento e i settori e i titoli che attualmente privilegia. “Uno dei temi che perseguiamo all’interno del portafoglio è l’impatto positivo della ripresa dei Paesi sviluppati sui mercati emergenti. L’aumento della domanda di beni industriali da parte dei consumatori dei Paesi sviluppati sostiene le esportazioni di prodotti tecnologici, automobilistici e di altri settori dai mercati emergenti. Il Messico, che rappresenta una nostra sovraponderazione a lungo termine, beneficia chiaramente di questa tendenza, dal momento che gli Stati Uniti sono di gran lunga il suo principale mercato di esportazione”.

SOVRAPPESARE IL MESSICO – “Sovrappesiamo diversi settori in Messico, incluso quello finanziario, poiché riteniamo che l’attività economica più vigorosa sosterrà un cospicuo aumento dei prestiti bancari. Siamo inoltre esposti a società industriali come Grupo Alfa, la cui controllata Nemak fornisce componenti ai produttori statunitensi ed europei di automezzi e beneficia del rinnovato interesse dei Paesi sviluppati per le automobili: negli Stati Uniti, per esempio, le vendite sono aumentate dell’8% ad aprile su base annua e questa crescita vigorosa sembra destinata a proseguire. Inoltre, nel Paese abbiamo un’esposizione ai titoli collegati alle infrastrutture, tra i quali citiamo Ohl Mexico, un operatore delle autostrade a pedaggio. La società dovrebbe beneficiare di una crescita del Pil più sostenuta, di una ripresa dei nuovi appalti e dell’aumento della spesa per infrastrutture”.

SCELTE “TECNOLOGICHE”
– “L’aumento della penetrazione dei dispositivi intelligenti è alla base del nostro sovrappeso sulla tecnologia. Nei mercati emergenti ci sono tuttavia aree che destano preoccupazione”. La Cina, secondo Miklavchich, “è alle prese con i problemi del settore immobiliare e con quelli derivanti dalla rapida espansione del credito che si è verificata nel Paese e i cui effetti hanno appena iniziato a manifestarsi. Gli investimenti immobiliari e nelle infrastrutture sono stati la locomotiva dell’economia dal 2005 in poi, dopo aver superato le esportazioni, che avevano trainato la rinascita economica della Cina dagli anni Ottanta. Tuttavia, il ritmo e il volume delle costruzioni hanno attualmente raggiunto livelli insostenibili e il potenziale rallentamento frenerà la crescita del Paese in misura significativa. Quando inizierà sul serio, il riassestamento economico in Cina sarà doloroso sia per la congiuntura nazionale che per i Paesi e i settori dell’universo emergente che hanno beneficiato della crescita vigorosa del settore edilizio cinese”.

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