I rischi della Mifid 2: lettera di Edouard Carmignac all’Esma

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 10 Luglio 2014 | 10:47
Nella lettera al presidente dell’Esma Steven Maijoor, Edouard Carmignac, presidente e fondatore di Carmignac Gestion, evidenzia le ombre della direttiva.

IL RISCHIO DI UNA PENALIZZAZIONE – Una lettera firmata da Edouard Carmignac, presidente e fondatore di Carmignac Gestion, al presidente dell’Esma Steven Maijoor, pubblicata oggi sulle pagine di alcuni quotidiani internazionali. “La direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (Mifid) ha introdotto standard di trasparenza elevati, indispensabili per garantire la sicurezza degli investitori. Le modifiche in programma – che prevedono l’implementazione generalizzata di un nuovo modello in cui la distribuzione di fondi, aperta a più società di gestione, dovrà essere remunerata solo in base a onorari – rischiano tuttavia di penalizzare gli investitori più modesti. Si può spesso rilevare che, nei Paesi dove è stato adottato questo sistema, i piccoli risparmiatori rischiano di vedersi privati dell’accesso a una selezione diversificata di fondi di investimento. Eppure il canale dell’architettura aperta, in particolare quello dei consulenti indipendenti, raccoglie il 70% circa del risparmio collettivo di lungo termine”.

ARCHITETTURA APERTA – “L’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, l’organo di vigilanza che sta attualmente conducendo un giro di consultazioni sulla Mifid 2, può davvero ignorare la questione, alla luce delle esigenze di finanziamento delle pensioni e dell’economia? Oggi”, continua Carmignac, “sussiste un rischio reale che il modello dell’architettura aperta e dell’ampia scelta da esso offerta a un vasto numero di persone risulti compromesso. Con l’implementazione della Mifid 2, l’Esma ha l’occasione di generare quel profondo consenso che è mancato nel momento in cui il testo è stato votato. Dovrà porsi l’obiettivo di trovare una strada alternativa per l’Europa continentale, privilegiando non solo una maggiore trasparenza ma anche una maggiore istruzione per elevare il livello di cultura finanziaria dei risparmiatori in modo da poter quindi far coincidere, a proprio gradimento, remunerazione con commissioni e onorari in base ai servizi proposti”.
 

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