Pictet AM: le azioni battono i bond, mentre il dollaro vola

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di Redazione 21 Ottobre 2014 | 09:49
I mercati azionari mondiali hanno superato quelli obbligazionari a settembre, spiegano gli esperti. Ma i guadagni sono stati modesti.

AZIONI BATTONO BOND – I mercati azionari mondiali hanno superato quelli obbligazionari a settembre, ma i guadagni sono stati modesti, in quanto i dati deludenti su Europa e Giappone hanno offuscato lo slancio dell’economia statunitense. E’ il quadro tracciato dagli esperti di Pictet AM nell’outlook mensile sui mercati. Per un breve periodo, si legge nel report, l’S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico per poi perdere terreno prima della fine del mese. La Banca centrale europea ha accelerato il ritmo dell’allentamento monetario tagliando i tassi di riferimento per impieghi e raccolta e ipotizzando l’acquisto di ABS e covered bonds. Lo scarso successo ottenuto dai nuovi prestiti a tassi ultravantaggiosi offerti dalla Bce (sono stati richiesti appena 82,6 miliardi di euro) ha alimentato le speculazioni su un imminente acquisto di titoli sovrani da parte dell’autorità monetaria. Le indicazioni della Federal Reserve appaiono invece meno chiare: mentre le previsioni ufficiali della Fed sui tassi di interesse indicano un inasprimento, le dichiarazioni dei suoi membri restano concilianti.

IL DOLLARO VOLA – Sui mercati valutari, il dollaro ha raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni rispetto ad un paniere delle principali valute. Il dollaro gode delle attese di un aumento dei tassi nella prima metà del 2015 reso possibile da una solida crescita economica, aumento che decreterebbe la separazione fra la politica monetaria statunitense e quelle di Area Euro e Giappone. Il dollaro ponderato per l’interscambio è in rialzo dal secondo semestre 2011 parallelamente alla ripresa dell’economia statunitense. L’euro, per contro, è sceso sotto quota 1,27 dollari per la prima volta in quasi due anni a causa della debolezza dell’attività economica che ha alimentato l’ipotesi di un ulteriore allentamento monetario da parte della Bce. Ha perso terreno anche lo yen, che ha toccato i minimi degli ultimi sei anni contro il dollaro (attorno a 110 yen) per poi registrare un lieve recupero dopo che il premier Shinzo Abe ha espresso preoccupazione per l’impatto economico di un forte ribasso della divisa. La recente flessione dello yen ha favorito l’azionario nipponico, che ha segnato un massimo settennale in valuta locale. La robustezza del dollaro ha tuttavia penalizzato azioni, obbligazioni e valute dei mercati emergenti. I Paesi fortemente dipendenti dai finanziamenti esteri, come Sudafrica, Turchia e Brasile, hanno subito le perdite più marcate sul fronte valutario ed azionario. La borsa cinese ha ceduto oltre il 4% sulla scia dei crescenti timori per la debolezza del settore residenziale e dell’attività industriale.

REDDITO FISSO – Nell’ambito del reddito fisso, lo scarto fra rendimenti dei titoli Usa e tedeschi a 2 anni si è ampliato a 63 punti base, il livello più alto da inizio 2007, alla luce delle aspettative di un maggior divario fra le politiche monetarie di Stati Uniti ed Europa. Nel complesso, i mercati obbligazionari hanno chiuso il mese al ribasso per effetto delle attese di un primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed all’inizio del prossimo anno. I titoli denominati in dollari hanno battuto i bond emergenti in valuta locale, fanalini di coda del mese, che hanno riportato una perdita di oltre il 3%. Le commodity sono state penalizzate sia dal vigore del dollaro americano, sia dai timori di un eccesso di offerta. Il prezzo del Brent è sceso ai minimi degli ultimi due anni in quanto aumento dell’offerta e debolezza dell’economia europea hanno prevalso sulle crescenti tensioni politiche in Medio Oriente. In ribasso anche l’oro, che perde quasi il 6% mensile toccando il livello più basso degli ultimi otto mesi.

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