Assogestioni, al via una task force per accompagnare il debutto delle Sicaf

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L’associazione italiana del risparmio gestito ha parlato del nuovo veicolo di investimento – introdotto in Italia dal decreto legislativo 4 marzo 2014 – nel corso di un evento intitolato “Sicaf sotto la lente: i nuovi fondi chiusi e le opportunità di mercato”.

di Redazione31 ottobre 2014 | 09:31

UNA TASK FORCE SULLE SOCIETA’ DI INVESTIMENTO A CAPITALE FISSO – Assogestioni si prepara ad avviare una task force dedicata alle Sicaf (società di investimento a capitale fisso) per analizzare tutte le questioni civilistiche e fiscali che possono presentare criticità e per accompagnare lo sviluppo di tutti gli strumenti di investimento di nuova generazione che possano contribuire alla crescita del Paese. La task force sarà aperta su invito anche ai player non sgr per raccogliere ogni spunto utile.

SICAF SOTTO LA LENTE – L’associazione italiana del risparmio gestito ha parlato del nuovo veicolo di investimento – introdotto in Italia dal decreto legislativo 4 marzo 2014 – nel corso di un evento intitolato “Sicaf sotto la lente: i nuovi fondi chiusi e le opportunità di mercato“, organizzato in collaborazione con Castello Sgr, Finint & Partners, PwC, Serenissima Sgr, Studio Di Tanno e Associati e Studio Ludovici & Partners. Ne è emerso che la Sicaf, ampliando e completando la gamma degli strumenti attraverso cui svolgere l’attività di gestione collettiva del risparmio, consente di dare risposta alle esigenze di alcune tipologie di investitori che non trovavano adeguata rappresentazione nei veicoli già esistenti.  Anteprima

A CHI SI RIVOLGE – Ma a quali investitori, esattamente, si rivolgono le Sicaf? Come ha spiegato Sonia Maffei, direttore settore immobiliare e previdenza di Assogestioni, questi strumenti “possono coinvolgere sia gli investitori professionali sia le altre categorie di investitori individuate dall’articolo 39 del TUF: in base al soggetto coinvolto, cambiano alcuni obblighi e vincoli”. “Quello che mi preme sottolineare”, ha continuato Maffei, “è che alla Sicaf è concesso di raccogliere il patrimonio non solo attraverso l’emissione di azioni, ma anche tramite l’emissione di altri strumenti finanziari partecipativi. Con il solo divieto di emettere strumenti obbligazionari”.

STRUMENTI DIVERSI DALLE AZIONI
– L’aspetto più rilevante della possibilità di emettere strumenti partecipativi diversi dalle azioni, e dotati di diritti diversi, risiede nel fatto che in questo modo si consente di differenziare compiti e diritti dei diversi partecipanti al capitale della Sicaf, evidenzia Assogestioni. In particolare, si potranno avere partecipanti attivamente coinvolti nella gestione della Sicaf, verosimilmente sottoscrittori di azioni ordinarie, il cui diritto di voto è proporzionale al numero di azioni sottoscritte, e partecipanti meno interessati a prendere parte attivamente alle decisioni di investimento del patrimonio; questi ultimi potranno sottoscrivere strumenti partecipativi diversi dalle azioni ordinarie quali, ad esempio, le azioni al portatore e le azioni di risparmio.

NORME FISCALI – Quanto alle norme di carattere fiscale, il decreto del marzo 2014 ha esteso alle Sicaf il regime previsto per gli Oicr aventi le stesse caratteristiche in termini di oggetto di investimento (immobili, strumenti finanziari, altri beni). E infatti, le Sicaf immobiliari sono assoggettate allo stesso regime fiscale previsto per i fondi immobiliari, mentre alle Sicaf non immobiliari si rende applicabile il regime fiscale disposto per gli Oicr non immobiliari. “L’introduzione della Sicaf ha costituito per il legislatore un’importante occasione per definire un regime di tassazione più omogeneo tra Oicr in funzione dell’oggetto dell’investimento, prescindendo dalla forma adottata dall’organismo di investimento (contrattuale o statutaria)” ha affermato Arianna Immacolato, direttore settore fiscale di Assogestioni. “Tuttavia, da un’attenta analisi dei nuovi prodotti del risparmio gestito emerge l’esigenza di ulteriori interventi normativi volti a rimuovere gli ostacoli di natura fiscale che impediscono, in alcuni casi, di utilizzare la Sicaf per effettuare determinati tipi di investimenti”.


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