Calich (M&G): meglio le obbligazioni in valuta forte

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di Maria Paulucci 22 Dicembre 2014 | 09:57
Il manager del fondo M&G Emerging Markets Bond: mi aspetto saranno supportate dalla normalizzazione della politica monetaria della Fed.

EMERGENTE È MEGLIO – “Preferiamo le obbligazioni dei paesi emergenti in valuta forte, che mi aspetto saranno supportate dalla normalizzazione della politica monetaria della Fed e dalla prospettiva che la banca centrale inizi il suo ciclo di fine delle iniezioni di liquidità a metà o nel secondo semestre del prossimo anno”. Così in un report Claudia Calich, manager del fondo M&G Emerging Markets Bond. “Allo stesso tempo, le valutazioni dei bond in moneta locale sono migliorate rispetto allo scorso anno, poiché alcune valute si sono deprezzate. Crediamo ci sia valore nelle valute con un basso squilibrio, come il peso messicano e anche quelle valute che hanno iniziato a riequilibrarsi, come la rupia indiana. Nel fondo M&G Emerging Markets Bond sono inclusi anche i bond governativi in valuta locale di Colombia e Indonesia, i cui rendimenti sono buoni dato il trend d’inflazione presente in entrambi i paesi”.

CORPORATE BOND – Nello stesso report, Calich ricorda che “investire in corporate bond dei mercati emergenti permette di esplorare all’interno di un’asset class in espansione e puntare a più importanti opportunità rispetto al concentrarsi solo in investimenti obbligazionari sui titoli di Stato dei mercati emergenti. La veloce crescita di questo segmento ha visto la sottocategoria dei corporate bond in valuta forte raddoppiare il suo valore dal 2010, valendo ora oltre 1,3 trilioni di dollari Usa, quanto il mercato americano high yield. Attualmente, siamo positivi sui corporate bond dei mercati emergenti dal punto di vista delle valutazioni, anche se è indispensabile un approccio selettivo. Per esempio, per la stessa classe di rating, i corporate bond dei mercati emergenti offrono livelli di spread più alti rispetto a quelli di Europa e Stati Uniti, compensando gli investitori per un più alto rischio del credito”.
 

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