Fishwick (M&G): il petrolio meno caro? Un’ottima notizia per l’economia globale

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di Diana Bin 2 Febbraio 2015 | 10:10
Per Dave Fishwick, head of macro and equities investments in M&G, nonostante alcune regioni subiranno degli effetti negativi, il crollo del prezzo del petrolio è sicuramente positivo a livello globale. Ecco perché.

UNA BUONA NOTIZIA PER L’ECONOMIA – “Questa volta sono felice di affermare un’ovvietà: il dimezzamento del prezzo del greggio è la migliore notizia da lungo tempo per l’economia mondiale”. Non ha dubbi Dave Fishwick (nella foto), head of macro and equities investments in M&G, secondo cui, nonostante alcune regioni subiranno degli effetti negativi, il crollo del prezzo del petrolio è sicuramente positivo a livello globale.

MOLTI FATTORI IN GIOCO – “Le cose non sono più complicate di così?”, si chiede Fishwick. “Effettivamente no. Certo è vero che non sarà uno sviluppo accolto con favore da ogni economia regionale. Per alcune aree (ad esempio i Paesi produttori di petrolio come Russia e Norvegia) è decisamente una cattiva notizia. E anche nel resto del mondo (per i Paesi consumatori della materia prima), gli effetti positivi per l’economia più in generale impiegheranno qualche tempo ad emergere. Ci sono inoltre in gioco attualmente molti altri fattori che presentano rischi reali e che potrebbero provocare forte volatilità tra indicatori, sentiment e mercati, prima che emergano gli effetti positivi del declino dei prezzi delle materie prime”.

UNA QUESTIONE DI TEMPO – “A mio avviso però non vi è dubbio che a livello globale e complessivo, le società e i consumatori abbiano appena ottenuto un massiccio taglio fiscale, in termini di costi inferiori e di un potere di acquisto più elevato, non solo sul petrolio come risorsa industriale o nel fare il pieno di benzina alla pompa. Sarebbero necessari numerosi sviluppi negativi per contrastare questi effetti, e nel medio termine nulla, a livello di fondamentali, ci fa pensare che dovremmo aspettarci un così forte peggioramento degli eventi. Quindi credo sia solo una questione di tempo e che alla fine il risultato sarà piuttosto evidente, anche se il percorso potrebbe non esserlo altrettanto”.

NUOVO IMPULSO ALL’OTTIMOSMO ECONOMICO – Ma allora perché i rendimenti dei titoli di Stato principali continuano a cadere e i premi di rischio sull’azionario ad essere così elevati? “La recente revisione al ribasso del Fmi sulle previsioni di crescita economica per quest’anno e il prossimo mette in luce un fenomeno particolarmente evidente negli ultimi anni: una svolta di rilievo nelle convinzioni degli investitori. Il principale problema a livello globale è che le persone continuano a non credere in una crescita sostenibile e reale. E oltre a questo, sembrano aver perso la speranza nella volontà e nell’abilità dei politici e delle banche centrali di poter trovare una soluzione in tal senso”. Ora però, “il crollo del greggio potrebbe facilmente riuscire nell’obiettivo al quale i politici hanno puntato per lungo tempo: dare impulso all’ottimismo economico mettendo più soldi nelle tasche degli individui, affinché possano spenderli e investirli. Il meccanismo di trasmissione in questo caso è decisamente più semplice, anche se dovremmo comunque aspettarci un ritardo in termini di risultati, come è avvenuto in occasioni precedenti laddove la crescita economica è stata registrata con un ritardo rispetto al crollo del petrolio”.

ASSET ALLOCATION – Suppongo che se la crescita sorprenderà positivamente, le prospettive di medio termine per l’azionario saranno buone, seppur con un certo livello di instabilità. Gli investitori azionari dovrebbero essere incoraggiati dal dimezzamento del prezzo del greggio, pazientando ed estendendo i loro orizzonti temporali per dare agli effetti positivi la possibilità di emergere. Detto ciò, la selezione dei titoli azionari gioca un ruolo fondamentale. Userei molta prudenza nell’acquistare asset direttamente correlati alle materie prime. Dobbiamo essere cauti circa l’entità degli sviluppi dei prezzi delle commodity. Non possiamo semplicemente presumere che i prezzi ritorneranno ai livelli precedenti. Negli ultimi anni sta diventando sempre più evidente che dobbiamo essere prudenti rispetto all’idea che esista un qualche livello di equilibrio in tutti gli ambiti. I vari possibili esiti di quasi ogni cosa al giorno d’oggi ci indicano che quasi nulla è evidente quando si tratta di mercati finanziari e prospettive economiche. Eccetto che il petrolio a buon mercato è un fattore positivo per la crescita.

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