Bnp IP: restiamo ottimisti sull’equity europeo, ma Grecia e Ucraina preoccupano

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Avatar di Redazione 16 Febbraio 2015 | 14:53
Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas IP, spiega che…

LO SCENARIO – I dati rilevati dall’ultimo rapporto sul mercato del lavoro Usa sono stati positivi e – sebbene non siano riusciti a trainare gli indici azionari statunitensi – hanno alimentato le attese di un rialzo dei tassi in tempi brevi da parte della Federal Reserve, osserva Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas Investment Partners nella strategia settimanale del gruppo. È vero che l’indice S&P 500 ha superato la fascia dei 2000/2050 punti entro la quale ha oscillato negli ultimi tempi, ma per salire ancora ci vorranno altre buone notizie sia in campo economico sia per quanto riguarda gli utili societari. I mercati azionari europei si sono concessi una pausa dopo il rialzo di fine gennaio – dato che le notizie positive sulla crescita e la politica monetaria sono state integrate nelle quotazioni – e anche gli indici giapponesi e dei paesi emergenti hanno perso slancio. I rendimenti obbligazionari sono saliti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e persino in Giappone mentre nell’area dell’Euro sono rimasti su livelli bassi. Le incertezze sulle prospettive della Grecia e – in certa misura – per la situazione in Ucraina hanno alimentato la domanda di attivi sicuri e naturalmente la prospettiva degli acquisti obbligazionari da parte della BCE ha frenato i rendimenti.

ASSET ALLOCATION

POSIZIONI CORE – L’allocazione degli attivi non è stata modificata: siamo sostanzialmente ottimisti per quanto riguarda i mercati azionari internazionali, ma la situazione in Grecia ed in Ucraina comporta dei rischi. I dati pubblicati dalle imprese USA sinora hanno mostrato un rallentamento delle vendite. La percentuale di imprese che ha registrato utili superiori alle attese è risultata inferiore a quella degli anni precedenti. Nell’area dell’euro la percentuale di utili superiori alle stime è scesa, mentre le sorprese positive sul fronte delle vendite sono rimaste abbastanza numerose: nel complesso questi dati ci hanno indotto a mantenere una posizione neutra nel comparto azionario.

AZIONARI EMERGENTI? PIACCIONO GLI ASIATICI – Al momento, deteniamo un sovrappeso nei mercati azionari dei paesi emergenti asiatici rispetto alle altre aree in via di sviluppo, poiché le economie orientali dovrebbero beneficiare in misura maggiore del ribasso dei prezzi del greggio e dell’allentamento quantitativo rispetto ad altre regioni.

TITOLI DI STATO
– I titoli di Stato di Usa e Regno Unito di recente hanno registrato un’ondata di vendite, favorita dall’aumento delle attese di un rialzo dei tassi in tempi brevi. Invece, i rendimenti della Germania hanno registrato solo un lieve incremento, dato che le prospettive della politica monetaria nell’area dell’euro sono ormai chiare. Abbiamo liquidato tutte le posizioni basate sulla duration: infatti, nel complesso, l’inflazione bassa, le politiche monetarie espansive e il miglioramento della crescita lasciano prevedere solo lievi variazioni dei rendimenti. Infine, deteniamo posizioni neutre nel comparto delle obbligazioni societarie high-yield e nei seguenti settori: immobiliare globale, titoli convertibili, materie prime e liquidità.

POSIZIONI FLESSIBILI MULTI ASSET
– Nel comparto azionario, abbiamo preso i profitti maturati sul sovrappeso delle imprese edili Usa. Questa posizione si è comportata bene dopo la pubblicazione degli ultimi dati relativi al mercato dell’edilizia residenziale e dei risultati reddituali delle società di costruzione.

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