Burgess (Threadneedle Investments): sovrappeso nei titoli azionari europei

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 18 Febbraio 2015 | 09:46
Lo riferisce Mark Burgess, chief investment officer di Threadneedle Investments, nel suo commento economico e di mercato di febbraio 2015.

LA STRATEGIA AZIONARIA – “Seguendo la nostra strategia azionaria, abbiamo privilegiato gli Stati Uniti, che hanno beneficiato di un’economia relativamente più vigorosa, il Regno Unito, che presenta valutazioni interessanti, e il Giappone, dove gli utili societari hanno ricevuto impulso dall’Abenomics“. Questo è quanto riferisce Mark Burgess (nella foto), chief investment officer di Threadneedle Investments, nel suo commento economico e di mercato di febbraio 2015. “Sebbene il mercato azionario britannico abbia risentito della sua esposizione ai settori dell’energia e dei materiali, le azioni nipponiche e statunitensi hanno entrambe generato performance brillanti da quando abbiamo modificato il nostro modello di asset allocation al fine di favorire tali titoli”.

VALUTAZIONI ELEVATE
– Nonostante ciò, al momento attuale le valutazioni dei listini Usa si presentano, secondo l’esperto, “relativamente elevate sia alla luce della loro sovraperformance che, aspetto più preoccupante, dell’impatto dell’apprezzamento del dollaro sugli utili societari statunitensi. L’Europa, d’altro canto, beneficia di una serie di fattori relativamente favorevoli: l’indebolimento dell’euro, il calo dei prezzi petroliferi e l’impulso del quantitative easing della Bce. Molto probabilmente nel 2015 assisteremo, per la prima volta da molti anni, a una revisione al rialzo della crescita del Pil europeo. In Europa, gli utili societari saranno sostenuti dal miglioramento della competitività derivante dal deprezzamento della moneta unica e le valutazioni sono relativamente allettanti. È interessante notare che le revisioni delle stime sugli utili europei sono da poco diventate positive, seppure su livelli molto contenuti”.

CHI VINCE
– Con riferimento ad altre aree geografiche, nella regione Asia-Pacifico (Giappone escluso) e, anche in questo caso, dopo un lungo periodo di performance deludenti, le valutazioni sembrano sempre più interessanti. “Nella regione si contano ovviamente diversi perdenti a causa del tonfo del prezzo del petrolio”, scrive Burgess, “tuttavia si ravvisano anche molti vincitori. Stiamo pertanto individuando un’ampia gamma di interessanti opportunità d’investimento. Per la prima volta da molto tempo, siamo sovrappesati sulla regione. Analogamente, abbiamo deciso di assumere una posizione di sovrappeso nei titoli azionari europei. Entrambe queste operazioni sono state finanziate trasformando la posizione nelle azioni statunitensi da sovrappesata a neutrale. Anche se gli Stati Uniti continuano a offrire una crescita solida e restano di gran lunga l’economia sviluppata più vigorosa al mondo, è possibile trovare valutazioni azionarie più convenienti altrove. Queste recenti modifiche di asset allocation ci hanno infine dato l’occasione per ridimensionare l’entità del nostro sovrappeso azionario, anche se continuiamo a prediligere le azioni alle obbligazioni”.

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