Consultinvest, ecco quali sono i veri motivi del QE europeo

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di Redazione 18 Febbraio 2015 | 13:17
Secondo gli esperti di Consultinvest, con l’allentamento monetario la Bce punta a indebolire la propria valuta cercando di ottenere dei vantaggi competitivi attraverso il commercio con l’estero.

LA SITUAZIONE GRECA – “L’evoluzione politica di Atene sta contribuendo a rallentare gli effetti positivi – speculativi più che fondamentali – innescati dalle politiche di Quantitative Easing annunciate dalla Bce, introducendo un elemento di incertezza e, quindi, di volatilità sui mercati finanziari. Ne sono convinti gli esperti di Consultinvest, che analizzano i veri obiettivi alla base del quantitative easing europeo.

QE GIA’ SCONTATO – “I mercati avevano già in parte scontato le scelte di QE della Bce e gli obiettivi dichiarati da Mario Draghi (nella foto): non va dimenticato infatti, che da novembre i corsi obbligazionari e azionari sono saliti speculativamente grazie all’aspettativa di immissione di nuova liquidità.  E’ sempre più evidente che il QE non aiuta necessariamente la crescita economica nella misura sperata. La prova è stata fornita tanto dagli Usa quanto dal Giappone del primo ministro Abe, e sono ormai numerosi gli studi che sottolineano il carattere distorsivo nell’allocazione del capitale prodotto da queste politiche monetarie super aggressive e sperimentali (non ultima anche quella dei tassi a zero o negativi) da cui poi è difficile uscire (Svizzera docet)”.

OBIETTIVI DICHIARATI E OBIETTIVI NON DETTI – “Ma allora quali sono i veri obiettivi del QE?  L’obiettivo visibile a tutti, osservano gli esperti, “è quello di rendere stabile il sistema finanziario, sostenendo indirettamente quei debiti pubblici che non sono più sostenibili e tenendo a bada i Bond Vigilantes. Purtroppo il fatto di comprare titoli di Stato non risolve necessariamente o direttamente questi aspetti. L’altro obiettivo – quello “non detto” – è di indebolire la propria valuta cercando di ottenere dei vantaggi competitivi attraverso il commercio con l’estero. Questo avrà un effetto reale, diretto ed efficace, sempre che non venga limitato dalle contestuali svalutazioni degli altri Paesi”.

LA SVALUTAZIONE DELL’EURO – “La svalutazione dell’Euro rispetto alle principali valute mondiali e il ribasso del prezzo del petrolio, sono oggi un contributo alla crescita europea migliore e più efficace di quello che arriverà con gli acquisti dei Titoli di Stato. Possiamo sostenere, dunque, che l’immissione di liquidità sui mercati da parte della BCE porterà effetti positivi per i mercati dell’area Euro, in primis in ottica speculativa e finanziaria, nonostante lo scontro politico tra Atene e la Troika possa introdurre elementi di incertezza che potranno rendere i mercati ancora un po’ altalenanti”.

IL RESTO DEL MONDO – “Passando dall’area Euro al resto del mondo, continua Consultinvest, “nonostante un sentiment negativo generalizzato e la paura di deflazione, pensiamo che il ribasso visto nei prezzi delle materie prime porterà effetti positivi sui consumi e, quindi, sulla crescita economica nel suo complesso. Nuovi elementi di incertezza e di rischio potranno, infine, arrivare dai tassi sul dollaro, e in particolare dalla Fed che sembra intenzionata ad alzare i tassi a metà anno, se non altro per riequilibrare la struttura della curva dei rendimenti. In questo caso il mercato obbligazionario Usa e quelli Emergenti espressi in dollari ne soffriranno forse in modo superiore rispetto alle attese di molti analisti. Proprio questo, “Grexit” esclusa, potrebbe rivelarsi l’evento principale del 2015”.

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