Bnp Paribas IP, bene le azioni del mercato asiatico

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Avatar di Redazione 30 Marzo 2015 | 13:53
“Abbiamo ceduto la nostra posizione lunga sul dollaro USA rispetto al franco svizzero ma, in seguito all’apprezzamento del franco, l’abbiamo ricostituita”, spiega Joost Van Leenders, chief economist Multi Asset Solutions di Bnp Paribas IP.

LA FED PROCEDERA’ A UN RIALZO DEI TASSI TARDIVO? – “Il fatto che alcuni membri del comitato di politica monetaria della Federal Reserve abbiano ridefinito le loro proiezioni sui tassi di interesse, ci ha fatto in qualche modo logicamente riconsiderare la nostra opinione su un possibile aumento dei tassi da parte della Fed in giugno”, spiega Joost Van Leenders, chief economist Multi Asset Solutions di Bnp Paribas IP. “I dati relativi agli Stati Uniti sono deboli e l’inflazione si è mantenuta a un livello basso, quindi teoricamente non c’è motivo per cui la banca centrale debba rialzare i tassi. Pensiamo però che la debolezza dei dati sia temporanea e le ultime cifre ci danno ragione. A nostro avviso sussiste un rischio di rialzo dei tassi tardivo da parte della Fed. Confermiamo lo scenario macroeconomico da noi formulato che prevede una crescita dignitosa negli Stati Uniti, un rimbalzo dell’Eurozona e un rallentamento in Giappone e Cina. Ciò favorirà secondo noi gli attivi più rischiosi pertanto, a parte la rotazione di portafoglio dalle obbligazioni societarie investment-grade europee ai titoli high-yield, questa settimana non abbiamo apportato altri significativi cambiamenti all’asset allocation”.

POSIZIONI CORE – “Dopo i dati deludenti, all’inizio di marzo il mercato statunitense ha registrato una modesta correzione prima del rimbalzo conseguente alla prospettiva di una posposizione del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. Una politica monetaria dipendente dai dati potrebbe causare un aumento della volatilità delle azioni e potremmo persino assistere all’inizio di un periodo in cui i dati economici positivi spaventeranno i mercati poiché potrebbero implicare un anticipo o un incremento dell’aumento dei tassi da parte della Fed”.

EUROPA E GIAPPONE – “L’Europa e il Giappone hanno registrato risultati migliori degli Stati Uniti dall’inizio dell’anno. In particolare, le prospettive dell’Europa sono in miglioramento e i bassi margini delle imprese lasciano spazio a un forte incremento degli utili. Ma dopo i recenti guadagni, molte delle notizie positive sono già state scontate. E mentre le azioni dei mercati emergenti riflettono il fiacco andamento dell’economia locale e degli utili, l’indice MSCI EM continua a ottenere risultati migliori dei mercati statunitensi”.

BENE LE AZIONI DEI MERCATI ASIATICI – “Siamo tuttavia pronti a ignorare la debolezza economica degli Stati Uniti e riteniamo che i mercati dovrebbero essere sostenuti da ampi miglioramenti in Europa e da progressi più modesti in Giappone. La Fed può essere prossima a un aumento dei tassi ma la politica monetaria in generale è lungi dall’essere restrittiva e favorisce le azioni – prevediamo pertanto una posizione sovrappesata che potrebbe essere modificata in caso di un’ulteriore debolezza dei dati USA o di utili del primo trimestre deludenti. Attualmente siamo più orientati a vendere al rialzo che a comprare al ribasso. A livello regionale, tra le azioni dei paesi emergenti privilegiamo in generale quelle dei mercati asiatici”.

OBBIGAZIONI – “Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, deteniamo un sovrappeso nelle obbligazioni corporate high-yield in Europa. Anche se i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero aumentare sulla scia di prospettive economiche più favorevoli, la riduzione degli spread potrebbe ridurne l’impatto su questa classe di attivi. Deteniamo una posizione nettamente sovrappesata nel settore immobiliare europeo nonché in quello tedesco rispetto a quello statunitense. Mentre materie prime come il Brent o il rame hanno registrato una ripresa, l’assenza di un ampio rimbalzo indica che è troppo presto per modificare la nostra posizione”.

POSIZIONI FLESSIBILI MULTI-ASSET – “Abbiamo ceduto la nostra posizione lunga sul dollaro USA rispetto al franco svizzero ma, in seguito all’apprezzamento del franco, l’abbiamo ricostituita. Riteniamo che il franco resti sopravvalutato, che la politica monetaria sarà favorevole al dollaro e che ci sia spazio per possibili interventi valutari da parte della Banca nazionale svizzera”.

ALTRE POSIZIONI:

posizione lunga nel debito del Messico (in USD) rispetto ai Treasury
posizione lunga sul peso messicano rispetto alla sterlina
posizione sovrappesata nei settori statunitensi dei beni di consumo voluttuari e IT
posizione sovrappesata sul debito senior investment-grade del settore finanziario europeo
una piccola posizione lunga in contratti swap sull’inflazione USA a 5 anni
posizione rialzista sulla rupia indiana rispetto al won della Corea del Sud.

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