Consultinvest: strategie obbligazionarie? Meglio flessibili che absolute return

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di Redazione 8 Aprile 2015 | 11:39
Come allocare i portafogli obbligazionari in vista di un rialzo dei tassi da parte della Fed? Ne parlano gli esperti di Consultinvest.

L’IMMINENTE MOSSA DELLA FED – “Nonostante gli attuali tentennamenti, ci aspettiamo che la Federal Reserve alzi i tassi entro l’anno e con molta probabilità già in estate”. Parola degli esperti di Consultinvest, secondo cui il rialzo – il primo dal lontano 2004 – condizionerà i mercati obbligazionari ormai arrivati a toccare valutazioni estreme e ad offrire rendimenti ai minimi se non negativi fin oltre le scadenze decennali se depurati dall’inflazione attesa.

RIALZO IN VISTA PER I RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI – “E’ poco probabile che i rendimenti obbligazionari possano rimanere a lungo così compressi”, spiegano gli esperti. “La direzione sarà quindi inevitabilmente al rialzo, anche dal momento che la liquidità immessa dalle banche centrali – e non utilizzata per l’espansione del credito – ha assunto proporzioni enormi e dovrà essere drenata, proprio con il ricorso a tassi più elevati. Come già nei precedenti cicli di rialzo dei tassi Usa, l’impatto prodotto dalle mosse della banca centrale non si limiterà al mercato obbligazionario domestico del debito governativo o di quello privato. E’ verosimile credere che il cambio di direzione metterà alla prova anche i mercati obbligazionari globali, sia quelli emergenti che quelli sviluppati, dove le politiche monetarie di QE potranno offrire solo un primo baluardo difensivo”.

OTTICA DIFENSIVA –
Ma come dovremo allocare i portafogli obbligazionari in tale contesto? Innanzitutto, spiegano da Consultinvest, “si tratterà d’impostare gli investimenti in un’ottica principalmente difensiva, dove la flessibilità sarà premiata. Tra gli approcci più opportuni vi è certamente quello di iniziare a ridurre le scadenze delle obbligazioni e gli investimenti di tipo passivo o legati a indici obbligazionari. Su questi, negli ultimi anni, si sono concentrati enormi interessi con l’obiettivo di sfruttare un rally alimentato dalle politiche monetarie. Il comparto dei governativi e quello degli high yield, sia pure per motivi diversi, hanno attratto tantissimi investimenti, soprattutto speculativi, che in una fase di uscita degli investitori dal comparto obbligazionario si scontrerà con mercati caratterizzati da un minor livello di spessore e profondità che ne esalterà la volatilità in modo poco piacevole”.

FLESSIBILITA’ – “Diventerà dunque sempre più opportuno prediligere strategie obbligazionarie flessibili e quelle a ritorno assoluto. Per chi è più portato al “fai da te”, diventerà essenziale aumentare la diversificazione degli strumenti obbligazionari utilizzati, dando spazio anche alle soluzioni a tasso variabile e a quelle legate all’inflazione, oltre che a una maggiore esposizione valutaria con l’obiettivo di compensare la difficoltà di performance sul fronte dei tassi attraverso un apprezzamento delle valute. Anche la quota di liquidità dovrà essere tenuta su livelli più alti del normale per dare modo di investire, nel corso dei mesi, a rendimenti più elevati in un contesto di maggiore volatilità con un occhio alla durata finanziaria del portafoglio così che la volatilità di prezzo delle obbligazioni non condizioni il valore del flusso di cassa atteso e richiesto”.

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