NN IP, il tempo della Grecia sta per scadere

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Willem Verhagen, senior economist di NN Investment Partners, afferma: “il default sembra inevitabile se non si raggiungerà un accordo con l’Fmi prima della fine di giugno”.

Avatar di Diana Bin19 giugno 2015 | 11:48

IL PUNTO DI ROTTURA E’ VICINO – La crisi greca sta arrivando a una sorta di punto di rottura ed è ormai quasi senza liquidità. Quindi, se non si raggiungerà un accordo per quanto riguarda i rimanenti 7 miliardi di euro dell’attuale programma di rimborso, è molto probabile che la Grecia non riuscirà a onorare i pagamenti al Fmi. Ne è convinto Willem Verhagen, senior economist di NN Investment Partners, secondo cui “il momento in cui il saldo di cassa greco si avvicinerà allo zero è imminente. Il governo greco non ha più a disposizione misure ortodosse per riempire le casse statali. Il default sembra inevitabile se non si raggiungerà un accordo con l’Fmi prima della fine di giugno”.

ULTIMATUM ALLA GRECIA – Il “gruppo di Bruxelles” (in precedenza Troika) ha presentato un ultimatum alla Grecia: se la Grecia continuerà a rifiutare l’accordo, la Bce non avrà altra scelta se non di sospendere il finanziamento degli istituti di credito ellenici. Questo, osserva Verhagen, “farebbe scattare un controllo dei capitali e ci porterebbe più vicini alla Grexit. Tuttavia, se si raggiungerà un accordo tecnico (staff level agreement) la Bce dovrebbe essere disposta a coprire il periodo fino al rilascio dei fondi per mezzo di un ampliamento della concessione di liquidità di emergenza (ELA), regole meno rigide per il collaterale o attraverso un incremento del margine per i finanziamenti con titoli di stato”.

VOLATILITA’ IN AUMENTO – Il presidente della Bce Mario Draghi richiede un “accordo forte” (a indicare un impegno chiaro da parte della Grecia) prima di concedere un sostegno finanziario illimitato che possa assorbire i titoli di stato greci. In caso di default della Grecia comunque il rischio di contagio delle altre economie periferiche non rappresenta una preoccupazione reale, secondo quanto dicono i governi dei paesi core. “Un certo aumento della volatilità però è ancora possibile se il dramma greco peggiorerà ulteriormente (tuttavia, è improbabile che si raggiungano i livelli visti nel 2010–‐2012)”, continua l’esperto. “NN Investment Partners, nell’intento di proteggere i propri portafogli dai rischi legati alla Grecia, mantiene un leggero sovrappeso sui bond sovrani periferici dell’eurozona”.


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