Consultinvest: il mercato Usa? Interessante sul lungo termine, ma caro nel breve

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di Redazione 22 Luglio 2015 | 14:45
In quanto caro, nel breve termine, il mercato statunitense risulta uno di quelli più soggetti a sotto performance e a correzioni.

ASPETTATIVE SUGLI UTILI – Le aspettative sulla crescita degli utili societari per il 2015 negli Stati Uniti risultano oggi abbastanza modeste, osservano gli esperti di Consultinvest. Da un lato, “stanno venendo meno i contributi positivi dati dal settore energia a causa del ribasso del prezzo del petrolio e della crisi dello shale”, mentre dall’altro “il rafforzamento del dollaro potrebbe pesare negativamente sugli utili delle multinazionali, come visto di recente”.

PRIMO TRIMESTRE – Il primo avviso di questo rallentamento, prosegue Consultinvest, “è arrivato con gli utili del primo trimestre del S&P 500 che, pur battendo le stime, sono rimasti fermi (+0,8%) se paragonati allo stesso periodo del 2014. Scorporando il settore Energia, invece, l’incremento è stato positivo e leggermente migliore dell’incremento del trimestre precedente (+8,5% vs +6,9%)”.

SECONDO TRIMESTRE – Per il secondo trimestre, il mercato si aspetta ora una flessione degli utili intorno al 5% (+2% escludendo il settore energia). “Il trend dovrebbe poi invertirsi con gli ultimi due trimestri visti con utili in crescita intorno ad un +5-7%, con un progressivo riavvicinamento tra utili complessivi e utili ex settore energia”. Oggi, proseguono gli esperti, “il mercato azionario Usa tratta a capitalizzazioni vicine ai massimi storici e con multipli (ad es. di P/E oggi a 17x) che rimangono sopra le medie storiche a 5 e 10 anni (13,8x e 14,1x)”.

VALUTAZIONI – “Considerando che l’espansione dei multipli che si può generare dal ribasso dei tassi d’interesse pare sempre più difficile per la dinamica rialzista dei rendimenti e che il dollaro potrebbe rimanere forte, le valutazioni complessive rimangono elevate e nuovi rally azionari sostenuti possono essere giustificabili sono con una forte ripresa economica che al momento non si vede o con un continuo supporto da parte della Fed”.

UN MERCATO TROPPO CARO – “Tutto considerato pensiamo che il mercato USA sia complessivamente caro ma che rimanga anche il più interessante se osservato su un orizzonte temporale di lungo termine grazie alla grande efficienza e dinamicità della sua economia USA. Ma in quanto caro, nel breve termine, risulta anche uno di quelli più soggetti a sotto performance e a correzioni”.

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