Consultinvest: la ripresa dei mercati lascia fuori gli emergenti

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di Redazione 5 Agosto 2015 | 14:29
Per gli esperti di Consultinvest, l’Europa rimane l’area preferita in termini di asset allocation. Al contrario, le aziende i cui fatturati sono fortemente condizionati dalla domanda cinese e sud-americana potrebbero continuare a soffrire nei prossimi mesi.

BENE I PAESI SVILUPPATI – Nonostante la fibrillazione legata all’incognita greca, i principali listini azionari dei paesi sviluppati hanno chiuso in territorio positivo nel mese di luglio, osservano gli esperti di Consultinvest. “Le migliori performance sono state registrate in Europa, con rimbalzi di circa 4,5% mentre l’indice azionario mondiale ha chiuso il mese con un rialzo del 2,43%, più contenuti invece i risultati sul mercato americano con una performance  che si è attestata a +1,7%”.

EMERGENTI SOTTO PRESSIONE – Risultati molto negativi invece per i paesi emergenti, trascinati al ribasso da una combinazione di fattori  tra cui l’accentuato ribasso del prezzo delle commodities e  i  timori di un forte rallentamento del ciclo economico cinese. “Tra le peggiori piazze troviamo la Cina e il Brasile con perdite superiore al 10% a luglio, male anche l’Est Europa con la Russia che ha lasciato sul terreno circa un 6%; in generale l’indice paese emergenti ha archiviato il mese di luglio con una perdita del  4,69% contro un +2,43% dell’indice MSCI World. Sul fronte obbligazionario abbiamo assistito ad un rimbalzo abbastanza generalizzato con l’indice JP Morgan Global index che si è riportato sui livelli di metà maggio, mettendo a segno un + 2,47%”.

L’EUROPA RESTA ‘AREA PREFERITA – “Riteniamo che il driver principale per le prossime settimane sia ancora rappresentato dai  dati provenienti dall’economia cinese, il cui rallentamento potrebbe continuare a condizionare negativamente il prezzo delle commodities e a  pesare su quei paesi  la cui economia è molto ancorata alla materie prime”, concludono gli analisti di Consultinvest. “L’Europa rimane, in termini di asset allocation, la nostra area preferita mentre, in generale,  le aziende i cui fatturati sono fortemente condizionati dalla domanda cinese e sud-americana potrebbero continuare a soffrire nei prossimi mesi”. 

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