Sofia sgr in crescita

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di Elisa Zeri 26 Agosto 2015 | 07:30
Il direttore generale Alberto Crespi presenta al mercato il piano triennale.

Per Sofia sgr il 2014 è stato un anno molto dinamico ma allo stesso tempo complesso. Il bilancio del 2014, infatti, ha chiuso in perdita ma sono stati molto corposi gli investimenti nella struttura. A raccontare a BLUERATING su quali direttrici si sta sviluppando il business e i progetti futuri è Alberto Crespi (nella foto), direttore generale di Sofia sgr.

Anno difficile, il 2014. Ci racconta i numeri e come è andata?
È stato un anno che per noi ha rappresentato una seconda start up. Abbiamo visto le nostre masse crescere da 470 milioni a 720 milioni di euro, abbiamo aperto tre nuovi uffici, potenziato quello di Roma e rifatto la sede a Milano, perché quella vecchia era diventata troppo piccola. Insomma, abbiamo deciso di accelerare la crescita per portare l’azienda ad avere una struttura in grado di reggere uno sviluppo molto importante. Per sostenere questa crescita avevamo previsto anche di aumentare il capitale, pur se il fatturato è cresciuto molto, gli investimenti da sostenere per lo sviluppo sono stati ingenti.

La prima tranche dell’aumento di capitale è stata già sottoscritta nel corso dello scorso esercizio, mentre la seconda a giugno di quest’anno.
Un buon investimento questa seconda start up?

Certamente sì. Nel primo semestre del 2015 siamo già tornati in pareggio e, a questo punto, la struttura dell’azienda è in grado di sostenere uno sviluppo importante senza ulteriori investimenti come quello del prossimo piano triennale che prevede il raggiungimento di 1,7 miliardi di asset.

Cosa ci dice del 2015?

Siamo ormai prossimi al miliardo di masse in gestione, abbiamo aperto due nuovi uffici, uno in Liguria e uno in Emilia, e siamo prossimi a sbarcare in Veneto. L’anno si chiuderà con 18 nuovi inserimenti di advisor nella nostra struttura, davvero un anno eccezionale. Anche il mercato ci sta dando una mano; abbiamo ben approfittato del primo trimestre di Piazza Affari e poi ci siamo dedicati a controllare che la volatilità presente sui mercati in questa estate turbolenta non desse troppe preoccupazioni ai nostri clienti. Ora siamo pronti per cogliere nuove opportunità e dare ancora maggior valore alla nostra clientela.

Nel corso dell’ultimo anno avete affrontato anche alcuni “scogli”, i rilievi di Banca d’Italia, il Fondo Immobiliare, l’obbligazione Tre International…
Il mondo immobiliare è stato per noi solo una parentesi che si è ormai chiusa. Il fondo immobiliare Sofia Reloaded è stato, infatti, appena ceduto a una primaria sgr immobiliare italiana, dato che da un lato erano venute meno le premesse iniziali dello sviluppo del fondo e che dall’altro per affrontare il nuovo contesto regolamentare è ormai indispensabile possedere una fortissima specializzazione e competenza. Anche l’obbligazione Tre International è stata in gran parte venduta e, quanto a Banca d’Italia, abbiamo seguito le indicazioni degli organi di vigilanza. Adesso Sofia sgr si focalizzerà ancor più sulla propria attività core: il wealth management e il private banking. Comunque tra bond (circa 6 milioni di euro) e Fondo Immobiliare (circa 17 milioni di euro) il focus non è mai stato spostato dalla vera attività di questa azienda, che è fare gestione dell’attivo per clientela privata di alto livello. Puntiamo a una struttura a regime di non più di 100 advisor al termine del nostro piano triennale.

Il futuro di Sofia sgr?

L’esigenza di una forma innovativa di private banking è molto sentita sul mercato italiano. E il nostro modello ruota intorno alla personalizzazione dei servizi.
Garantiamo ai clienti un servizio indipendente all’interno delle grandi banche nazionali e internazionali presso le quali i clienti mantengono i propri capitali su conti intestati a se stessi.

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