Bnp Paribas IP, un altro passo verso gli asset rischiosi

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Avatar di Redazione 7 Settembre 2015 | 12:38
Joost Van Leenders, chief economist multi asset solutions di Bnp Paribas IP, illustra la sgrategia settimanale del gruppo

TIMORI PER LA CRESCITA – La volatilità si è attenuata ma continua a perturbare i mercati, che paiono condizionati soprattutto dalle prospettive macroeconomiche: in base agli ultimi dati relativi ai PMI, la crescita sta rallentando. Nel quadro della distribuzione degli attivi, spiega Joost Van Leenders, chief economist multi asset solutions di Bnp Paribas IP, nella sgrategia settimanale diffusa dal gruppo, “abbiamo fatto un altro passo verso un aumento dell’esposizione verso gli attivi rischiosi, benché – alla luce del contesto macroeconomico – si stia muovendo con cautela: per il momento, infatti, abbiamo adottato una posizione sovrappesata nel segmento dei titoli societari high-yield Usa. L’indice PMI manifatturiero globale ponderato per il PIL (elaborato dai nostri analisti) nel mese di agosto è sceso a quota 51, attestandosi al livello più basso dal luglio del 2013, mentre l’indice relativo ai paesi avanzati è scivolato lievemente più in basso rispetto alla media registrata a partire dal biennio 2008/09. Tra le economie più importanti solo Giappone, Australia e Svizzera sono in controtendenza, mentre per quanto riguarda i paesi emergenti il PMI è sceso per il terzo mese consecutivo collocandosi al livello più basso dal novembre del 2012. In Brasile – paese in recessione – il valore dell’import-export ha registrato una brusca flessione (in dollari), ma il commercio con l’estero è risultato debole anche in Tailandia (a luglio) e in Corea del Sud (ad agosto). La crescita del PIL ha segnato un lieve rallentamento in India, dove preoccupa soprattutto il ristagno delle riforme, mentre il deficit di bilancio abbastanza consistente non dovrebbe destare eccessivi problemi considerata la crescita nominale elevata. Infine, in Australia l’espansione del PIL ha rallentato nel secondo trimestre dopo un ottimo primo trimestre”.

ASSET ALLOCATION
– “I titoli di Stato non hanno tratto vantaggi significativi dal protrarsi dell’instabilità dei listini azionari, e ciò ha colto di sorpresa i nostri esperti che considerano le prospettive economiche il fattore più importante per determinare gli andamenti sul mercato del debito. Tuttavia i rendimenti sono già su livelli estremamente bassi. Ad ogni modo, la crescita nominale di USA e Germania è più elevata dei rendimenti decennali, e ciò ci induce a prevedere che i rendimenti finiranno per salire, anche se per il momento i tassi bassi e l’allentamento quantitativo nell’area dell’euro e in Giappone dovrebbero frenare i rialzi. Tenendo conto dell’attuale volatilità dei mercati azionari, un calo dei tassi non dovrebbe essere escluso, e pertanto preferiamo mantenere una posizione neutra in termini di duration.

TITOLI SOCIETARI HIGH YIELD USA –
“Le correzioni registrate su vari mercati hanno favorito un miglioramento dei multipli dei titoli azionari, che tuttavia non riteniamo possa bastare per innescare un miglioramento del clima di mercato. Infatti, aspettiamo di registrare una stabilizzazione della crescita o un miglioramento dei profitti nei paesi emergenti. Il secondo passo verso un cauto aumento dell’esposizione verso gli attivi rischiosi è rappresentato dalla nuova posizione sovrappesata nel segmento dei titoli societari high-yield USA. Queste obbligazioni hanno ottenuto una performance inferiore alle azioni negli ultimi 12 mesi, e rappresentano lo strumento che ha offerto il rendimento corretto per il rischio più basso sui mercati finanziari dei paesi avanzati. Alla luce del probabile rialzo dei tassi della Federal Reserve, del discreto aumento dell’indebitamento societario e delle crescenti tensioni nel settore energetico, prevediamo in prospettiva un aumento delle insolvenze societarie, che tuttavia dovrebbe rivelarsi meno accentuato di quanto suggeriscono i prezzi di mercato. Pertanto, in un contesto caratterizzato da inflazione bassa, crescita stabile e da un graduale incremento dei tassi riteniamo che i rendimenti di questi titoli siano interessanti”.

NEUTRI SULL’AZIONARIO
– “Per il momento, abbiamo mantenuto una posizione neutra nel comparto azionario internazionale. Le nostre previsioni relative alla crescita economica globale sono neutre e siamo abbastanza pessimisti per le prospettive dei mercati emergenti. È possibile che i mercati siano ormai vicini ad un picco di volatilità cui farà seguito un calo – e questo è uno degli andamenti che stiamo aspettando di registrare prima di aumentare l’esposizione alle azioni – ma per il momento preferiamo restare in attesa”.

SMALL CAP – “Attualmente, preferiamo puntare sui titoli azionari dei paesi emergenti che presentano multipli interessanti, attraverso una sovraesposizione verso i paesi asiatici rispetto all’indice complessivo degli altri mercati in via di sviluppo, poiché riteniamo che l’Asia offra titoli sottovalutati di imprese di qualità. In Europa privilegiamo le small-cap rispetto alle grandi imprese, poiché le piccole aziende paiono destinate a profittare in misura maggiore della crescita interna. Inoltre, nel comparto obbligazionario deteniamo una posizione sovrappesata nel segmento dei titoli societari europei high-yield. Siamo, dunque, esposti ai rischi legati alla situazione europea ma beneficiamo di una certa protezione grazie alla posizione short in euro rispetto al dollaro USA. Infine, abbiamo mantenuto delle posizioni neutre nel settore immobiliare e in quello delle materie prime”.

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