Bnp Paribas IP equilibrista, resta neutrale per affrontare mercati in bilico

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di Redazione 14 Settembre 2015 | 10:42
La calma non è ancora completamente tornata sui mercati azionari, ma le oscillazioni degli indici non tendono più solo al ribasso, osserva Joost van Leenders, chief economist del team multi asset strategy di Bnp Paribas IP.

SCENARIO – La calma non è ancora completamente tornata sui mercati azionari, ma le oscillazioni degli indici non tendono più solo al ribasso, osserva Joost van Leenders (nella foto), chief economist del team multi asset strategy di Bnp Paribas IP. Secondo gli esperti del gruppo però, questa situazione potrebbe facilmente cambiare, e dunque dopo avere leggermente aumentato l’esposizione verso gli attivi rischiosi negli ultimi tempi, questa settimana il gestore ha lasciato invariata la distribuzione degli investimenti.

USA: RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO IN CHIAROSCURO – Negli Stati Uniti la disoccupazione in agosto è scesa al livello più basso dal marzo del 2008, attestandosi su una quota che coincide con le previsioni della Federal Reserve sia per fine anno che in una prospettiva di lungo periodo. Questa flessione è riconducibile ad un forte crescita dell’occupazione nel settore privato unita ad una contrazione della forza lavoro. Inoltre, sia il totale delle ore lavorate che la retribuzione oraria media hanno registrato dei rialzi, che hanno consentito alle famiglie di beneficiare di un robusto incremento del reddito. Il PMI per il settore dei servizi elaborato da Markit è nuovamente migliorato in agosto, compensando la flessione dell’indice manifatturiero, mentre il PMI composito non si mosso da quota 55,7, livello che segnala il prolungamento della dinamica positiva registrata dalla crescita nel secondo trimestre. Pertanto la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre rimane molto elevata a nostro avviso. Molto dipenderà dalla volatilità del mercato nelle prossime settimane e dalla disponibilità della banca centrale ad accettare una certa instabilità come conseguenza inevitabile del primo rialzo dei tassi da quasi dieci anni a questa parte.

ZONA EURO: CORREZIONE AL RIALZO DELLA CRESCITA – La crescita del PIL nell’aera dell’euro nel secondo trimestre è stata corretta al rialzo dallo 0,3% allo 0,4% già registrato nel primo trimestre (su base trimestrale). Tuttavia vi sono state alcune sorprese negative, in particolare il calo degli investimenti fissi, il primo registrato negli ultimi dodici mesi. La fase negativa del ciclo delle scorte di magazzino ha penalizzato la crescita, ma le esportazioni nette hanno offerto un contributo decisamente positivo. Ad ogni modo,una prospettiva favorevole di lungo periodo avrebbe bisogno del sostegno di una maggiore crescita degli investimenti. Il Consiglio direttivo della BCE nella riunione di settembre non ha apportato alcuna modifica alla politica monetaria. Alla luce dei nuovi rischi di una frenata della crescita e dei prezzi al consumo, la BCE al momento prevede che l’inflazione si collocherà notevolmente al di sotto degli obiettivi fissati sino al 2017. Per quanto riguarda invece le note positive, i prezzi bassi dei beni energetici dovrebbero stimolare l’economia mentre la dinamica del credito ha continuato a migliorare. Secondo i nostri esperti la BCE pare determinata a mantenere invariata la rotta e non modificherà le proprie politiche fino al settembre dell’anno prossimo.

GIAPPONE: PIL CORRETTO AL RIALZO -  La crescita del PIL del Giappone nel secondo trimestre è stata corretta al rialzo ma resta negativa a causa della flessione dei consumi privati e degli investimenti societari. Le prospettive appaiono difficili: infatti, nella situazione attuale il ciclo delle scorte potrebbe entrare in una fase negativa con effetti nefasti per la produzione industriale. In agosto i PMI relativi all’attività manifatturiera ed ai servizi sono migliorati, mentre le valutazioni dell‘Economy Watchers’ Survey – sia riguardo alla situazione attuale che alle prospettive – sono peggiorate. Nel complesso dunque – tenendo anche conto del lieve miglioramento della fiducia dei consumatori – i nostri esperti tendono ad escludere una forte crescita dei consumi.

CINA – In agosto l’export della Cina ha registrato un ribasso su base annua, che probabilmente è riconducibile alle variazioni mensili legate alle festività per il Capodanno cinese: in effetti, nel periodo maggio–agosto le esportazioni su base annua sono salite del 13,5%. L’indebolimento delle importazioni ha spinto su livelli record l’avanzo commerciale cinese. Tuttavia, malgrado ciò, le riserve valutarie della Cina stanno diminuendo da oltre un anno a questa parte. I deflussi di capitali si sono intensificati nel corso di agosto, benché tale andamento sia parzialmente riconducibile agli interventi del governo sul mercato dei cambi. Dopo l’inattesa svalutazione dello yuan decisa un mese fa, le autorità di Pechino sono intervenute per evitare un ulteriore indebolimento della valuta che avrebbe potuto determinare un incremento dei deflussi di capitali.

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