Investire in high yield: l’approccio (difensivo) di Petercam

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 28 Settembre 2015 | 12:30
Petercam, attraverso il fondo Petercam L Bonds EUR High Yield Short Term, ha applicato a questa asset class una strategia difensiva.
LA SOLUZIONE DI PETERCAM – In un mercato obbligazionario da molto tempo caratterizzato da tassi a zero e affamato di rendimenti, le obbligazioni high yield sono apparse la frontiera ideale per molti investitori, i quali però – di necessità – hanno dovuto accettare l’idea di accogliere maggiore rischio nel proprio portafoglio. Petercam, attraverso il fondo Petercam L Bonds EUR High Yield Short Term, ha applicato a questa asset class una strategia difensiva che ha permesso di beneficiare dei rendimenti elevati tipici delle obbligazioni high yield, ma con una serie di presidi che hanno consentito agli investitori del fondo di navigare in maggiore sicurezza.
 
LE CARATTERISTICHE DEL FONDO – “Dati alla mano”, spiega la società in una nota, “il fondo Petercam L Bonds EUR High Yield Short Term – che in queste settimane ha raggiunto l’importante traguardo dei cinque anni di storico di gestione – si è caratterizzato per un rendimento netto annualizzato del 5,31% dal lancio e una volatilità del 2,83% (dati al 26 agosto 2015 relativi alla classe istituzionale F), una perdita massima, mese su mese, di solo il 4% e nessun default tra le emissioni detenute nel portafoglio (attualmente composto per quasi il 90% da obbligazioni con rating B e BB) confermandosi il miglior fondo per rischio/rendimento in questa sottoclasse di attivi (elaborazione di Petercam su dati Morningstar Direct)”.
 
LA STRATEGIA – “Questi risultati sono strettamente legati all’approccio difensivo del team di gestione“, spiega la società. “I gestori – Thierry Larose e Bernard Lalière – investono principalmente in obbligazioni high yield denominate in euro e con una vita residua non superiore ai quattro anni, applicando rigorosamente una strategia di vendita delle obbligazioni nel momento in cui gli spread diventano troppo stretti o ampi: ciò permette di evitare l’eccessiva volatilità e riduce i drawdown nei periodi di tensione sui mercati”. I gestori, dal canto loro, dicono: “la qualità intrinseca del portafoglio rende questa strategia la soluzione di investimento ideale per affrontare periodi in cui la liquidità si fa più scarsa e i mercati sono più nervosi, come quello che stiamo attualmente attraversando”.
 
LE OBBLIGAZIONI HIGH YIELD EUROPEE – Sostengono i gestori del fondo: “in generale l’outlook resta positivo per le società che emettono debito high yield. La qualità del credito resta elevata e i bilanci societari robusti. Riteniamo che i premi al rischio di credito abbiano raggiunto un nuovo punto di equilibrio, che si stabilizzerà attorno ai livelli attuali. Al momento, le emissioni high yield offrono valore, con gli attuali premi al rischio che scontano abbastanza correttamente i rischi di mercato e di default. Questi ultimi restano bassi e hanno seguito, negli ultimi anni, una traiettoria discendente”.
 

I PUNTI DI FORZA – In una fase di mercato segnata dai timori sulla crescita cinese e dal calo dei prezzi del greggio, secondo Larose e Lalière è importante notare come, “contrariamente al mercato americano, il mercato europeo degli high yield abbia una bassa esposizione alle società energetiche, inferiore al 2% nel principale indice. Inoltre, la maggior parte delle aziende del segmento concentrano le proprie attività nel Vecchio Continente e sono meno dipendenti dalla Cina“. 

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