Schroders: Cina, rallentamento non crollo

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di Marco Muffato 11 Novembre 2015 | 16:12
La crescita del gigante asiatico continuerà ma i rischi a tendere aumenteranno in assenza di riforme

PROSSIMI CINQUE ANNI CRUCIALI – Nessun crollo in vista per la crescita cinese ma certo un rallentamento appare inevitabile. A sostenerlo è Craig Botham, emerging markets economist, Schroders, in un report scritto dopo il soggiorno di una settimana in Cina, dialogando con imprese, analisti e funzionari. A preoccupare della Cina, per Botham, sono gli anni a venire a causa di alcuni fattori. Ecco quali. 

 
POCHE SPERANZE SULLE RIFORME DI MERCATO – Le speranze sulle riforme, nate nel terzo Plenum, hanno perso vigore a causa della fredda indifferenza del Presidente Xi rispetto alle attese degli investitori. Le riforme di mercato, si presuppone, saranno tollerate solo se serviranno agli scopi dello Stato e raggiungeranno l’obiettivo di migliorare la stabilità sociale.
 
FINITA LA POLITICA DEL FIGLIO UNICO MA IN POCHI NE APPROFITTANO – Forse la principale misura è stata la fine della politica del figlio unico, ma come già detto, probabilmente avrà un impatto limitato, sebbene incrementare il tasso di fertilità aiuterebbe. In precedenza, allentamenti di tale politica hanno visto risultati limitati: l’ultimo, nel 2014, ha dato a 11 milioni di coppie la facoltà di avere un secondo figlio, ma solo 1 milione ha fatto domanda.
 
IL NODO DELLE IMPRESE A CONTROLLO STATALE – Le riforme sulle imprese a controllo statale, incluse possibili fusioni, avranno un ruolo chiave nel ridurre la capacità inutilizzata, diffusa in diversi settori ed evidente nell’industria dell’acciaio. Le società a controllo statale attive nei settori con capacità inutilizzate hanno cominciato a espandersi nelle aree “delle industrie emergenti”, nel settore dei servizi; tuttavia restano i dubbi su quanto velocemente (e se) lo staff esistente possa essere riqualificato.
LA LIBERALIZZAZIONE DEI TASSI SUI DEPOSITI – Una delle aree di riforma che ha fatto passi in avanti abbastanza velocemente e agevolmente è quella della liberalizzazione del settore finanziario, con i tassi sui depositi ora completamente liberalizzati e il programma di swap dei bond delle amministrazioni locali che sta facendo tanto per ridurre i costi del debito, anche se sta comprimendo i margini delle banche. 
LA SVALUTAZIONE HA ALLONTANATO DALLE ASSET CLASS IN RENMINBI – Certamente, non tutte le riforme nel settore finanziario sono state attuate facilmente. La svalutazione del renminbi ad agosto ha colto tutti di sorpresa, incluse le imprese di proprietà statale con relazioni forti, che prima non davano molta attenzione al tasso di cambio. Dopo la svalutazione le aziende più spaventate hanno dimostrato un maggior interesse per la copertura valutaria e hanno anche cominciato a ripagare il debito in dollari. Allo stesso tempo, i clienti più facoltosi delle società di gestione del risparmio si sono mostrati più inclini alla diversificazione dei portafogli, allontanandosi dalle asset class denominate in renminbi. 
RIFORME NECESSARIE PER CONTINUARE A CRESCERE – Continuiamo ad aspettarci che la crescita cinese eviterà un crollo disastroso, e che invece registrerà un rallentamento. Tuttavia senza riforme di successo il rischio di un “atterraggio brusco” aumenta. Se si permetterà alle società a controllo statale inefficienti di continuare a dominare, la produttività sarà colpita e la crescita rallenterà molto prima. I prossimi cinque anni saranno decisivi. 
 

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